Giustizia, Conte vede Draghi: “No all’impunità”. Cartabia: “Riforma approvata da tutto il governo”

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Il leader in pectore del M5S vede il premier Draghi e assicura il sostegno alla riforma della giustizia, promettendo però di vigilare perché non crei impunità. Ma la ministra Cartabia ricorda: “Il testo è frutto di mesi di trattative in cui ognuno ha rinunciato a qualcosa, la riforma è indispensabile”

 “È stato un incontro proficuo. Abbiamo assicurato il pieno sostegno”. Così Giuseppe Conte dopo l’incontro a palazzo Chigi con il premier Mario Draghi per discutere della riforma della giustizia. Il testo presentato in Consiglio dei Ministri dalla ministra Marta Cartabia è stato approvato da tutti i partiti, ma all’interno del Movimento 5 Stelle si sono levate molte voci contrarie, tra le quali quella dello stesso leader in pectore Conte. L’ex premier, dopo aver visto Draghi, ha comunque assicurato “il contributo costruttivo del M5s. Ma ho ribadito – ha aggiunto Conte – che saremo molto vigili nello scongiurare che non si creino sacche di impunità. Nell’iter parlamentare su questo saremo molto attenti”. Conte ha anche svelato che con il presidente del Consiglio “non abbiamo parlato della fiducia ma di eventuali interventi che possano migliorare il testo. Al governo stanno a cuore tempi molti rapidi nell’approvazione ma c’è una dialettica parlamentare che è anche giusto che si sviluppi”. Secondo il leader del Movimento, bisogna mettere da parte le “ideologie. Cosa vogliamo assicurare agli italiani? Un’amministrazione della giustizia con tempi chiari. Io mi rimetto a soluzioni che siano tecnicamente sostenibili, non ideologicamente convincenti perché su questa base ci potremo dividere”.

Cartabia: “Testo approvato dall’intero governo dopo mesi di trattative”

Intanto, la Guardasigilli, intervenendo a un convegno sulla giustizia a Firenze dal titolo ‘Efficienza, celerità, qualità – Gli obiettivi della riforma dell’ufficio per il processo’, ha ribadito che “quella che attualmente è all’esame del Parlamento è una riforma approvata dall’intero governo dopo mesi di dialoghi, di confronti a 360 gradi e di lunghe e pazienti trattative e mediazioni a cui hanno partecipato e dato il loro contributo tutti i protagonisti politici della maggioranza che sappiamo avere opinioni diverse l’uno dall’altro”. E tutti, ha sottolineato ancora Cartabia, “lo hanno approvato nel Consiglio dei Ministri, fatti salvi i necessari aggiustamenti tecnici. Il testo approvato non coincide con la proposta originaria. Se proprio dobbiamo ricorrere a degli slogan, più che di ‘riforma Cartabia’ potremmo parlare di ‘mediazione Cartabia’ ed è frutto di una responsabilità condivisa. Ciascuno dei partiti della maggioranza ha dato il suo contributo. Ciascuno ha adeguato la sua posizione dove necessario. Tutti hanno contribuito e tutti hanno rinunciato a qualcosa, per portare a termine una riforma che è indispensabile – come abbiamo visto – anche per gli impegni assunti in Europa”.

“Ogni processo che dura troppo è un danno per tutti”

Quasi a voler rispondere alle critiche di chi vede nella riforma un possibile via libera all’amnistia o all’impunità, la Guardasigilli ha spiegato: “Ogni processo che si estingue, in ambito penale, è una sconfitta dello Stato. Ma ogni processo che dura oltre la ragionevole durata è un danno per i cittadini, tanto per le vittime – in attesa di risposte – quanto per gli imputati, lasciati per anni in un limbo che il più delle volte condiziona l’intera esistenza di una persona”. Per questo, secondo la ministra Cartabia, è nell’interesse di tutti che la riforma venga approvata. “Teniamo sempre in mente entrambe le prospettive e lavoriamo tutti insieme agli obiettivi che ci siamo dati di fronte all’Europa ma innanzitutto di fronte al popolo italiani, obiettivi che richiedono un senso di comune e costruttiva responsabilità”.

“Occorre più personale, presto nuovi bando per i giovani”

Le riforme sono nelle mani del Parlamento. Sulle risorse il Governo è al lavoro. La capacità organizzativa dipende in grande misura dai singoli uffici, ma c’è tutta la disponibilità a lavorare insieme. Non sottovalutiamo il fatto che – ha aggiunto Cartabia – dopo molti anni di contrazione sulle risorse, di tagli, di austerità anche la Giustizia potrà beneficiare di cospicui investimenti, per aiutare gli uffici a rispettare gli impegni sottoscritti con l’Europa. L’Ufficio del processo servirà anche a questo. Ma non basterà: occorrono anche più magistrati, cancellieri, personale tecnico e amministrativo. Anche a questo vogliamo provvedere: proprio giovedì e venerdì scorso, si sono tenute le prove per il concorso di magistratura. E in autunno, come ho già anticipato in altre sedi, ci sarà il bando per un ulteriore concorso, per un numero superiore di posti: dite ai vostri giovani di farsi trovare pronti: abbiamo bisogno di loro”, ha concluso la Guardasigilli.

Salvini: “Della riforma non si tocca neanche una virgola”

Della riforma della giustizia che porta il nome della guardasigilli Marta Cartabia “non si tocca neanche una virgola”. È lo stop che il leader della Lega, Matteo Salvini, riserva ai distinguo che arrivano da M5s e Pd. Su questa partita il Governo rischia? “Spero di no – afferma Salvini, oggi a Bologna – perché Enrico Letta e Giuseppe Conte non mettono tanto in discussione la riforma Cartabia o Draghi, mettono in discussione il buon utilizzo di 200 miliardi di fondi europei. Hanno parlato di Europa, Europa, Europa per mesi e quello pericoloso ero io, adesso alla prima riforma seria che arriva in Parlamento per utilizzare bene e velocemente i fondi dell’Europa e che taglia i tempi del processo civile e penale, Conte e Letta fanno i capricci“. Quindi, “tutta la vita sostegno a Draghi e per quello che riguarda la Lega non si tocca neanche una virgola”, manda a dire Salvini. “Strano che Letta ritenga intoccabile il Ddl Zan che riguarda la libera attività del Parlamento e non c’entra nulla con i fondi europei – continua il segretario leghista – mentre ritiene toccabile una riforma della giustizia che l’Italia attende da anni. Quindi ho espresso il totale sostegno della Lega al presidente Draghi e al ministro Cartabia“. Conclude Salvini, parlando ai simpatizzanti che oggi lo hanno incontrato a Bologna: “Se devo scegliere tra Draghi e il futuro da una parte e Letta e Conte dall’altra, la Lega sta tutta la vita con Draghi, l’Italia e il futuro, non abbiamo tempo da perdere e polemiche da fare”.

Letta: “La riforma è buona, approvarla rapidamente”

“Ho letto che l’incontro tra Conte e Draghi sulla riforma della giustizia è stato positivo e io me ne rallegro: sono convinto, infatti, che questa riforma vada portata avanti e approvata rapidamente”. A dirlo è il segretario nazionale del Pd, Enrico Letta, a Palermo, incontrando i giornalisti all’uscita da Palazzo dei Normanni, dove ha incontrato i vertici regionali di Cgil, Cisl e Uil, oltre che i dem dell’Isola. “Se c’è stata una capacità di trovare delle intese è sicuramente una cosa positiva – ha aggiunto Letta – perché il nostro auspicio è quello di una approvazione rapida di una buona riforma della giustizia come quella portata avanti dalla ministra Cartabia”.