L’industria del caffè è in crisi, a causa della pandemia

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 Gli effetti socio-economici di Covid-19 potrebbero provocare una grave crisi nell’industria di produzione del caffè. A questa conclusione giunge uno studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, condotto dagli scienziati della Rutgers University, dell’Università dell’Arizona, dell’Università delle Hawaii a Hilo, del Centre de coopération internationale en recherche agronomique pour le développementn (CIRAD), della Santa Clara University, della Purdue University e dell’Università di Exeter. Il team, guidato da Kevon Rhiney della Rutgers University, ha valutato i potenziali impatti della pandemia sull’industria del caffè, uno dei prodotti agricoli più diffusi al mondo. Covid-19, spiegano gli autori, si aggiunge a una serie di difficoltà preesistenti per l’industria del caffè, quali una serie di riforme istituzionali, la continua alterazione dei prezzi di mercato, le temperature in aumento e la dilagante presenza di parassiti delle piante.  I ricercatori hanno esaminato studi recenti sulla malattia fungina che interessa le piante di caffè e si è diffusa in diversi paesi dell’America Latina e dei Caraibi nell’ultimo decennio. Gli esperti hanno considerato come le epidemie passate abbiano influito sui raccolti e gli investimenti nelle coltivazioni e le conseguenze di Covid-19 su lavoro, disoccupazione, politiche di confine internazionali e ordini da casa. Stando alle analisi degli scienziati, le perturbazioni legate alla pandemia potrebbero provocare una nuova crisi. “Il nostro lavoro – osserva Rhiney – mostra che i focolai di malattie delle piante rappresentano fenomeni socioeconomici complessi. È necessario affrontare queste problematiche tenendo sotto controllo l’epidemia, salvaguardando i mezzi di sussistenza degli agricoltori e incrementando la resilienza delle piante ai possibili shock futuri”. La pandemia da Covid-19, aggiungono gli autori, evidenzia l’interconnessione delle vulnerabilità e dei punti di forza del sistema globale. “Una buona catena di approvvigionamento di caffè – conclude Rhiney – è possibile solo tramite il benessere di tutti gli ecosistemi coinvolti. Riconoscere il ruolo di ogni anello della catena è fondamentale per produrre e sostenere i profitti. In questo senso è necessario che vi sia un trattamento più equo di parti essenziali del processo di produzione, come la salute umana, la sicurezza alimentare e la sostenibilità”.