Ristrutturazione allo studio Bnl-Bnp: back office e It da esternalizzare

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Modello Ubis (UniCredit) per il gruppo, coinvolgendo un partner a cui affidare la maggioranza della newco. Si fa il nome di Accenture. 800 bancari a rischio. Rumor

Esternalizzazione dell’Information technology e del back office comprendente i processi amministrativi e le elaborazioni che assistono le attività di filiale. Il nuovo corso di Bnl parte con una ristrutturazione che tocca alcune divisioni dell’istituto controllato dal gruppo francese Bnp Paribas. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro urgente con la nuova amministratrice delegata Elena Goitini, prima top manager femminile alla guida di un grande istituto italiano di credito, che a fine aprile è succeduta ad Andrea Munari divenuto presidente.

L’obiettivo: creare joint-venture

Lo scopo del gruppo è quello di creare delle joint-venture sul modello di quello che fecero in passato UniCredit e Carige durante la gestione di Paolo Fiorentino, con Ubis (UniCredit Business Integrated Solutions, coinvolta Ibm) e con Dock e che porterebbero fuori dal perimetro societario anche una parte dei dipendenti: l’operazione in Bnl potrebbe coinvolgere circa 800 bancari.

Le trattative per la newco

Pare che trattative per la creazione della newco, in cui la banca dovrebbe mantenere una quota di minoranza, siano in corso con più controparti: una potrebbe essere la società di consulenza Accenture e una multinazionale con sede a Dublino, in Irlanda, operante nel settore della consulenza aziendale. Le esternazionalizzazioni da attuare con le joint venture troveranno spazio nell’ambito del nuovo piano industriale che verrà presentato il prossimo anno.