Valentina Bosetti: Terna considera centrale la cultura dell’innovazione

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“La scommessa che abbiamo di fronte è quella di costruire un’economia resiliente. Terna considera la cultura dell’innovazione un aspetto centrale: vuol dire mettere in primo piano il fattore umano, aumentare la partecipazione, far crescere l’intraprendenza, migliorare le competenze e ascoltare i bisogni”. Lo ha detto Valentina Bosetti, nella foto, presidente di Terna, durante il suo intervento video alla prima edizione di ‘Sud & Nord’, Villa Nitti accorcia le distanze – Umanesimo digitale, promosso a Maratea (Potenza) dalla fondazione Nitti e dall’associazione Merita.  “In Terna – ha proseguito Bosetti – abbiamo 70 progetti di innovazione attivi e per il 70% sono dedicati al nostro scopo principale: la realizzazione e la manutenzione della rete elettrica nazionale e il dispacciamento. Nel Piano Industriale 2021-2025, Terna ha previsto 8,9 miliardi di euro di investimenti, il 95% dei quali è sostenibile in base alla tassonomia dell’Unione Europea”. “Interventi che servono a rilanciare la transizione energetica e la decarbonizzazione – ha continuato – oltre a garantire la sicurezza del sistema elettrico e a consentire l’immissione in rete di una quantità crescente di energia prodotta da fonti rinnovabili. Per Terna l’innovazione è un processo partecipato e aperto, che coinvolge in modo trasversale tutte le strutture organizzative, e le scelte finanziarie sono coerenti rispetto a questa visione. Circa 900 milioni di euro degli investimenti previsti dal nostro Piano – ha aggiunto la presidente di Terna – sono destinati all’innovazione e alla digitalizzazione. Riveste un ruolo centrale nel piano industriale anche lo sviluppo del Mezzogiorno: nella prospettiva della transizione energetica, il Meridione offre un importante potenziale per la crescita delle fonti rinnovabili, già ora nel Sud Italia e nelle isole è concentrato il 60% della capacità installata da eolico e fotovoltaico. Circa il 60% degli investimenti pianificati al 2025 riguarda le dieci regioni meridionali. In questo contesto, è importante che la burocrazia consenta di trasformare i progetti in realizzazione, riducendo i tempi dei procedimenti autorizzativi, in particolare per le opere strategiche. Terna ha già messo l’acceleratore per arrivare in tempo agli appuntamenti a cui il Paese è chiamato”.