Sanità, gli italiani acquistano pochi farmaci equivalenti

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I farmaci equivalenti avendo stesso principio attivo, concentrazione, forma farmaceutica, via di somministrazione e indicazioni di un farmaco di marca non più coperto da brevetto (originator), sono dal punto di vista terapeutico, equivalenti al prodotto di marca ma molto più economici, con risparmi che vanno da un minimo del 20% ad oltre il 50%. Questo è fondamentale per mantenere sostenibile il Ssn, consentendo da un lato di liberare risorse indispensabili a garantire una sempre maggiore disponibilità di farmaci innovativi, dall’altro, al cittadino di risparmiare di propria tasca all’atto dell’acquisto dei medicinali. Ma l’uso del farmaco equivalente in Italia è ancora basso rispetto ai medicinali di marca, per fare il punto sulla situazione in Italia e sul perché di queste differenze Motore Sanità ha organizzato il Webinar ‘Focus Campania: farmaci equivalenti motore di sostenibilità per il Ssn’, realizzato grazie al contributo incondizionato di Teva. “I farmaci equivalenti sono i capisaldi per l’ottimizzazione della spesa farmaceutica territoriale. Il counseling dei MMG nell’informazione dei pazienti è fondamentale, in quanto sono abituati ai brand e si sentono rassicurati dall’uso continuativo del farmaco che già assumono. Un capitolo a parte sono gli eccipienti, questi a volte possono fare la differenza, come il caso del Macrogol/Nimesulide, con relative problematiche legate a fenomeni di allergie. I pazienti possono sempre scegliere il brand e pagare la differenza, che non grava in termini di spesa sul SSN. Il problema non è tanto prescrivere i farmaci equivalenti ma utilizzare quelli a brevetto scaduto in prima battuta, così si raggiungerà l’obiettivo ‘spesa farmaceutica sotto controllo’ beneficiando comunque dell’effetto terapeutico ottimale”, ha detto Vincenzo Schiavo, Consigliere Regionale Fimmg Campania.