Roma, arriva “Wanderwoman” di Arianna Dell’Arti

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(di Tiziano Rapanà) Pare che la vita stia ballando il suo valzer davanti agli occhi curiosi ed indiscreti dei cittadini, ma non ci credo. Penso sia un’illusione che durerà il tempo dell’estate. Con l’autunno tornerà l’incubo della pandemia, ma adesso finché dura è il caso di godermi la visione del ballo, lasciandomi ammaliare dai suoi seducenti movimenti. E dunque via con questa parvenza di ritorno alle cose, con i bar e i luoghi della cultura che riaprono. Di iniziative interessanti, in questi giorni, ce ne sono a iosa. Io vi voglio segnalare uno spettacolo che si terrà a Roma al teatro Torlonia. Il titolo è tutto un programma, Wanderwoman, ed è figlio dell’ingegno di Arianna Dell’Arti che ha costruito un lavoro teatrale di grande interesse. La drammaturga e regista è nota per i suoi monologhi tragicomici e questo nuovo tassello, del puzzle della sua creatività, percorre la stessa strada fatta di paradosso e bizzarria. Wanderwoman è un percorso anomalo che una donna deve fare per riuscire a voltare pagina dopo un tradimento. La donna dovrà fare i conti con la parte oscena del suo essere, non sarà propriamente un autodafé bensì qualcosa di più complesso. Paola Michelini darà voce e corpo al monologo. Arianna Dell’Arti è una delle menti più interessanti del teatro contemporaneo. Luca Vendruscolo prende spunto da lei per il personaggio di Arianna Dell’Arti interpretato da Caterina Guzzanti nella serie cult Boris. Studia recitazione prima a La Scaletta di Roma, poi a Londra. Segue seminari in America con Bernarn Hiller, poi a Roma con Eleonora Danco e Lucia Calamaro, ancora a Londra alla National film and television school. Dal 2013 inizia a esibirsi dal vivo con i suoi monologhi tragicomici. Gira l’Italia in teatri off, spazi culturali, festival con Barbar (2014), Sto molto bene (2016) e Storie di disordinata quotidianità. (2015). E adesso è il tempo di Wanderwoman, un nuovo viaggio nell’animo femminile che sconfessa la vacuità del femminino rappresentato dai media. È un nuovo modo di voler rompere la stanca messa del teatro classico officiata da bolsi celebranti.

tiziano.rp@gmail.com