Camera di Pechino, finalmente inizia la “Messa”

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Si infiamma la battaglia per i vicepresidenti della Camera di Commercio Europea. Per soli tre posti in palio ci sono ben sette candidati di diverse nazionalità.
La sopravvenuta debolezza del presidente “dimezzato” Wuttke (a causa della sua presenza nel Board della sanzionata dal governo cinese, Merics) ha aperto la strada a candidature sino-europee e quindi molti candidati seppure fintamente con passaporto EU, sono in realtà cinesi a tutto tondo (clamorosa la situazione del candidato della potentissima Total, cinese da decenni, ma con passaporto francese).
Le ambasciate dei principali paesi europei, tedesca francese e ovviamente italiana sono allerta per cercare di limitare i danni.
In questo senso, dopo il richiamo dalla Farnesina di qualche settimana fa ad una maggiore fairness da parte della legazione italiana (seppure inascoltata dal rappresentante del governo italiano a Shanghai, Michele Cecchi), L’ambasciatore italiano a Pechino si sta dando molto da fare per sostenere i due candidati italiani in corsa per la vicepresidenza.

Guido Giacconi (nella foto a destra) e Carlo D’Andrea (nella foto in basso a sinistra), seppure guardandosi in cagnesco, hanno battuto in lungo in largo il continente cinese per racimolare voti all’interno della comunità di aziende italiane e non.
L’ambasciatore Ferrari ha più volte ripetuto che voleva che tutti votassero per i due candidati italiani (si può votare più di un candidato…), nell’intenzione di mantenere la posizione di preminenza raggiunta nella scorsa “legislatura“ nella la camera di commercio europea.

Questa volta peraltro ce ne sarà davvero bisogno: la debolezza del presidente in carica (e futuro) rispetto all’interlocutore cinese, che prevede addirittura l’uscita di scena di Wuttke nei prossimi mesi con un anticipato rientro in Germania (dove lo aspetta un posto in parlamento), richiede una coesione ed una presenza italiana a difesa degli interessi delle aziende importanti (Eni, Enel, Leonardo e Snam) e delle tante piccole e medie aziende presenti in Cina.
Seppure il “ pechinese“ Giacconi sembra in testa nei sondaggi, dall’ambasciata italiana si spinge perché tutti vadano a votare e votino “italiano“, anche grazie alla possibilità di votare via web, aperta già da questa settimana e possibile fino all’assemblea il 27.