Confalonieri resta in Mediaset

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Fedele Confalonieri, nella prossima assemblea dei soci del 23 giugno, sarà riconfermato presidente di Mediaset. Il manager, che il prossimo agosto compirà 84 anni, rimarrà quindi ancora in sella alla media company di Cologno Monzese. E, quindi, non sarà nell’esercizio 2021 che incasserà il premio di fine mandato da 8,5 milioni di euro lordi, già previsto e fissato nel 2018, quando Confalonieri cessò di essere dipendente di Mediaset (ritirando un tfr di 6,5 milioni lordi) pur restando presidente.

Una seconda notizia dal mondo del Biscione è relativa ai sei canali di Premium distribuiti da Sky: il contratto, in scadenza a giugno, è già stato rinnovato, e quindi Premium Crime, Stories, Action (serie tv) e Premium Cinema 1-2-3 (film) saranno ancora disponibili nei prossimi anni per gli abbonati alla piattaforma controllata da Comcast.

A Cologno Monzese, peraltro, gli uomini di Rti sono molto attivi nel trovare soluzioni sempre nuove per impacchettare i diritti tv (dello sport o da contratti con le major) e il grande archivio Mediaset in offerte diverse, lineari, ott, free o pay.

L’over the top a pagamento Infinity, specializzato nei film, ha chiuso un accordo con Amazon Prime Video. Poi si stanno studiando altre partnership con tutti i tipi di piattaforme per la distribuzione di canali lineari, e pure intese per interi cataloghi (tipo quello Medusa) che sono nelle disponibilità di Mediaset. Sempre con Prime Video si è siglato l’accordo per la distribuzione in esclusiva della serie Made in Italy, prodotta da Mediaset, solo in un secondo tempo passata su Canale 5. E la stessa cosa avviene con Netflix per una serie di film prodotti da Medusa.

Nel mondo dello streaming, poi, tra una decina di giorni debutterà Mediaset Play Infinity, che continuerà a distribuire i contenuti free di Mediaset Play (piattaforma leader assoluta nel consumo snack di contenuti televisivi, con oltre 2,5 milioni di persone registrate), a cui affiancherà i contenuti pay di Infinity (con alcune centinaia di migliaia di abbonati) dove, oltre ai film, saranno disponibili tutte le partite di Champions League del triennio 2021-24 (tranne i 16 big match all’anno del mercoledì, in esclusiva su Prime Video).

Il rientro di Mediaset nel business della pay tv sportiva fa tornare alla mente l’operazione con Vivendi, di cui in questi giorni si celebra il quinquennale (era l’aprile 2016), e dove Vivendi e Mediaset si erano accordate per uno scambio incrociato di azioni, col passaggio di tutta Premium (che all’epoca comprendeva i diritti tv di tutta la Champions League e delle otto migliori squadre di Serie A) a Vivendi per una valutazione intrinseca di 650 milioni di euro. Poi nulla andò in porto, con battaglie legali ancora in corso. Ma già allora l’operazione Premium avrebbe dovuto portare una valorizzazione dei diritti tv del calcio sulle piattaforme Tim, di cui Vivendi è il maggiore singolo azionista col 23,75%.

Cinque anni dopo Tim, e quindi Vivendi, sono tornati alla carica col calcio come grimaldello per spingere la banda larga in Italia, attraverso l’intesa con Dazn sui diritti della serie A 2021-2024. E, a ben vedere, forse sono stati sprecati cinque anni, con un ritardo per Tim e per tutto il sistema paese Italia, poiché in realtà quei diritti l’operatore di tlc già li poteva avere in pancia dal 2016.

Claudio Plazzotta, ItaliaOggi