Anas, al via il secondo piano di rientro di strade per 3mila Km

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Al via la seconda tranche di rientro strade ad Anas da parte delle amministrazioni locali per circa 3.000 km, che unita ai trasferimenti della prima tranche avviata alla fine del 2018, incrementa la rete in gestione ad Anas a un totale di oltre 32.000 km. Nel dettaglio, in esecuzione dei DPCM del 21 novembre 2019, oggi è stata effettuata la consegna di 872 km da parte delle regione Emilia-Romagna. Seguiranno nei prossimi giorni il Piemonte con 1.000 km, la Lombardia con 1.075 km e la Toscana con 39 km (che si aggiungono ai 573 km trasferiti dalla Toscana nel 2018). Le operazioni di passaggio si concluderanno entro la fine del mese di aprile.

Con questa seconda tranche, entrano nella gestione di Anas altri circa 1.300 ponti, che saranno immediatamente inseriti nel programma Bridge Management System che prevede cicli cadenzati di monitoraggi e ispezioni. Anas, sulla base delle prescrizioni contenute nel parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del 18 aprile 2019, ha svolto in via preventiva sulla rete della seconda tranche in corso di trasferimento una due diligence infrastrutturale con lo scopo di controllare la presenza di eventuali criticità per la sicurezza degli utenti e verificare lo stato di conservazione e funzionalità delle strutture, comprensive di ponti, viadotti e gallerie.

Questa attività ispettiva, interamente a carico di Anas, è stata propedeutica alla conoscenza degli asset stradali per programmare i necessari interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle tratte oggetto di rientro in gestione ad Anas. Le attività sono state completate a marzo 2021 per consentire l’effettivo trasferimento delle strade. 

“Il Piano Rientro Strade ad Anas – ha dichiarato l’Amministratore delegato Massimo Simonini, nella foto a destra – ha diversi obiettivi che riguardano l’ambito della sostenibilità nell’ottica di migliorare la qualità del servizio complessivo offerto agli utenti. Aumenta l’efficienza della gestione dell’intera rete, con interventi di manutenzione programmata più omogenei, potenzia gli standard di sicurezza con benefici in termini di accessibilità a tutti i territori e alle aree interne. Inoltre, concentrare le competenze in un unico gestore, che ha un unico core business, evita la frammentazione delle competenze nella gestione delle strade e dei trasporti e rappresenta una garanzia per la destinazione degli investimenti, mantenendo e sviluppando al contempo il know how di Anas. Mi riferisco anche all’implementazione delle nuove tecnologie come le Smart Road Anas, la nuova sensoristica per il monitoraggio di ponti e viadotti, il sostegno alla mobilità elettrica. Nell’ambito del Contratto di Programma abbiamo stanziamenti appositamente dedicati al Piano rientro strade, prima e seconda tranche, pari a 1,1 miliardi di euro che abbiamo messo da subito in produzione. A fronte dei circa 6.500 km di strade rientrate con la prima e la seconda tranche, il nostro obiettivo è di accrescere l’investimento complessivo nel prossimo Contratto di Programma e potenziare il relativo piano assunzioni, che al momento ha riguardato 63 nuove risorse tecniche tra ingegneri e personale di esercizio su strada”.

Focus prima tranche rientro strade 2018. A fine 2018 sono rientrati nella gestione di Anas 3.513 km di strade ex statali, regionali e provinciali, con 1.619 ponti e viadotti e 123 gallerie. In particolare questo primo passaggio ha riguardatole regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Toscana e Umbria. Molte tratte hanno richiesto interventi urgenti di messa in sicurezza e riqualificazione, nel complesso Anas ha speso 360 milioni di euro per lavori ultimati o in corso d’opera.

In particolare sono stati oggetto di nuova pavimentazione oltre 18 milioni di metri quadrati di strade, sono stati eseguiti lavori sulle opere d’arte, come ponti, viadotti e gallerie, interventi di miglioramento sismico, sostituzione e installazione di barriere sia laterali che spartitraffico, interventi di riparazione di locali, muri e tombini, di impianti di illuminazione all’aperto e in galleria e di opere complementari riguardanti il dissesto idrogeologico, il consolidamento del corpo stradale, la protezione delle scarpate e la riconfigurazione stradale e della segnaletica.

Tutte le opere d’arte maggiori, 1.619 ponti e viadotti presenti sulle tratte rientrate nel 2018, sono state sottoposte a ispezioni nell’ambito del Bridge Management System di Anas. Sono state avviate attività di manutenzione ricorrente, la continua sorveglianza della rete ed il tempestivo intervento nei casi di emergenza, attraverso il coordinamento della Sala Situazioni e della Sala Operativa di competenza. Per approfondimenti è possibile consultare la pagina:https://www.stradeanas.it/it/le-strade/rientro-strade