Oro pronto per una ripresa? Prospettive di inflazione e possibili scenari

Share

E’ vicino un risveglio dell’oro dal torpore in cui è caduto negli ultimi mesi? Secondo alcuni esperti il metallo prezioso potrebbe ben presto riappropriarsi della sua natura di strumento a copertura dell’inflazione, in una prospettiva di prezzi e tassi crescenti. Ma contro il metallo prezioso navigano gli specialisti della finanza americana, in particolare gli hedge fund, che pur puntando su un rialzo dei rendimenti dei Treasury, ma continuano ad andare lunghi sul dollaro a scapito dell’oro.

Cosa è successo nell’ultimo anno?
La crisi pandemica scoppiata nel marzo 2020 stato un importante assist per l’oro, che ha avviato un movimento fortemente rialzista, con quotazioni che si sono spinte attorno ai 2.100 dollari nell’agosto dello scorso anno. Poi, i segnali di ripresa dell’economia e il rally delle BigTech USA ha cambiato le sorti del prezioso, che da inizio anno ha iniziato una lunga fase negativa che ha riportato i prezzi sui 1.730 USD. UN prezzo che anche stamattina l’oro conferma con scambi a 1,728 dollari (-0,2%).

Il risveglio dell’inflazione
Sta però emergendo da qualche giorno un debole movimento di recupero, che sembra ancorato alla possibilità di un’accelerazione inflazionistica, legata alla ripresa economica ed alle politiche espansive delle banche centrali. Un “risveglio” da un lungo torpore che ha innescato un sell-off sui titoli decennali americani, riportando il rendimento ai massimi pre-pandemia all’1,6%.

Occhi puntati sulle banche centrali
Ora si guarda con un certo interesse alle riunioni delle banche centrali, dopo che la BCE ha confermato una politica fortemente espansiva, preannunciando anche un’accelerazione degli acquisti nell’ambito del Piano anti-pandemico PEPP.

La due giorni del FOMC inizia questa sera, ma l’attenzione è puntata sulle previsioni economiche per il 2021 e sul discorso del Presidente Jerome Powell, che potrebbe fare cenno alla ripresa dell’inflazione e segnalare la possibilità di un vicino aumento dei tassi d’interesse. In realtà questa possibilità appare alquanto remota, perché già la collega della BCE Christine Lagarde ha sottolineato la temporaneità dell’aumento dell’inflazione, indicando che l’obiettivo è assicurare che si porti stabilmente verso il target del 2% nel medio periodo.

Non si attendono sorprese dalla Bank of England, alle prese con il dilagare dei contagi di Covid-19 e con i postumi della Brexit, mentre la Bank of Japan potrebbe annunciare un cambio del programma di acquisti asset e confermare la possibilità di nuovi tagli dei tassi d’interesse.



QuiFinanza (Teleborsa)