Coronavirus e donne d’impresa: Maria Stella Reali racconta, così l’ospedale combatte il covid

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Coronavirus e donne d’impresa: Maria Stella Reali Bigazzi racconta la sua esperienza a Firenze. A Firenze le sorelle Reali erano famose: vox populi le più belle ragazze della città! Loretta, Maria Stella e Francesca! Loretta l’artista di famiglia: una scultrice. Francesca imprenditrice alberghiera e  socia in AIDDA.  Maria Stella Presidente dell’Istituto Prosperius – Villa Cherubini, imprenditrice nel campo della sanità privata, già  presidente di AIDDA Toscana dal 2014 al 2020.

“Nel 2017 – ci racconta Maria Stella – dopo un’ esperienza di molti anni in tre diverse location fiorentine  ho finalmente realizzato il sogno. Insieme con mio marito, prof. Mario Bigazzi, lo tenevo nel cassetto dal 1973.

E cioè quello  di realizzare una vera e propria Cittadella della Salute con istituto di analisi  mediche, studi specialistici, chirurgia, clinica. E riabilitazione post operatoria.

In una delle zone più panoramiche di Firenze, S. Domenico, immersa nel verde delle pendici di Fiesole, sorge quindi, finalmente l’Istituto Prosperius -Villa Cherubini.  A Palazzo Vecchio nello storico Salone del ’500  imbavagliate rigorosamente dalle mascherine e a quella debita e doverosa distanza si è aperto un confronto fra donne impegnate su vari e differenti fronti.

Fra queste note signore toscane anche Maria Stella Reali Bigazzi  con  il vicesindaco di Firenze Alessia Bettini che ha condotto magistralmente la regia dell’evento. Con la benedizione del sindaco Dario Nardella, il meeting è stato seguito esclusivamente on line sul canale Dirette streaming del Comune su Youtube.

Le donne in posti di comando, prima e dopo il coronavirus
Alla domanda fatta dal vicesindaco:  se le donne sono una eccezione nei luoghi in cui vengono prese le decisioni. Maria Stella Reali Bigazzi ha risposto che per sua esperienza in AIDDA le donne nella imprenditoria privata riescono ad arrivare in posizioni apicali. Aiutate dal gruppo familiare e dal diverso contatto con i dipendenti rispetto al Pubblico.

Quando però l’imprenditrice si affaccia al mondo esterno è lì che trova le maggiori difficoltà. Più difficile – dice – è per la donna affermarsi nelle grandi aziende pubbliche. Cita l’esempio di Umbertide (vicino a Perugia). Un ospedale pubblico-privato in cui Maria Stella ha la maggioranza. Ma dove  all’interno del CDA, l’Azienda USL e il Comune loro  partner in più di 20 anni non hanno mai messo un Consigliere donna! 

Queste donne a confronto sono oggi la testimonianza di quanto impegno e sacrificio hanno vissuto con il lavoro di anni per il successo delle loro attività. Sono le donne nella società di oggi e di domani, un esempio per tante che verranno.

Le chiedo. Siamo ancora in piena pandemia, come ha affrontato questo periodo così difficile per tutti?

La risposta: “Dal punto di vista del lavoro, mi ritengo abbastanza soddisfatta. Perché come casa di Cura, a causa del Coronavirus la mia clinica, come altre, si è resa disponibile  a svolgere tutto il lavoro che gli ospedali non potevano più fare.

Reparti chiusi per il coronavirus
“Molti reparti chirurgici sono stati chiusi infatti per il coronavirus. E quindi abbiamo messo a disposizione le sale operatorie per fare chirurgia legata al coronavirus. È vero: il nostro lavoro è aumentato notevolmente e – cosa più interessante – siamo diventati sinergici con gli ospedali per il Bene Comune.

“C’è però anche un lato negativo. Perché le spese sono aumentate. Dal momento che abbiamo dovuto investire su tutti i vari sistemi di protezione e sanificazione degli ambienti e delle persone. Le nostre camere doppie si sono dovute adattare a camere singole, con l’abbattimento però del costo abituale. Le spese del personale sono aumentate, oltre al fatto che abbiamo dovuto provvedere a nuove assunzioni con relativo addestramento…”

Insisto. Mi sembra che il lavoro, a differenza di tante altre aziende vi stia dando grandi soddisfazioni, nonostante la pandemia.

Un sogno realizzato ma ancora da pagare
Con un sorriso risponde: “L’apparenza inganna, perché per poter realizzare questo nostro sogno della “Cittadella della Salute” devo ammettere che gli ammortamenti ancora non sono stati esauriti! Ci vorranno sempre tanto impegno e tanti anni di lavoro. È una sfida continua che naturalmente tutti noi imprenditori ben conosciamo!”

Infine conclude dicendo che suo marito, Mario Bigazzi, endocrinologo di fama internazionale, è sempre stato al suo fianco. Con idee geniali e soluzioni all’avanguardia. Per tutte le problematiche relative alla sanità. Così come nello studio e nella ricerca di tanti nuovi strumenti sanitari.


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