Intesa Sanpaolo, 50 mln per i produttori del Barolo e Barbaresco

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Si amplia la collaborazione tra Intesa Sanpaolo ed il Consorzio delle Langhe Barolo e Barbaresco. Il decreto “Cura Italia” ha, infatti, aperto la strada allo strumento del pegno rotativo, che Intesa Sanpaolo e Consorzio hanno trasformato in una soluzione per le aziende del territorio. Nello specifico, è previsto un finanziamento a 5 anni, con un periodo di preammortamento e la Direzione Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria della Banca per sostenere l’iniziativa ha stanziato un plafond di 50 milioni di euro. L’operazione – tecnicamente una cartolarizzazione messa a punto dalla Divisione IMI Corporate & Investment Banking – permette alle aziende di accedere a un finanziamento pluriennale e continuativo a fronte dell’iscrizione in pegno delle ultime 3 annate di vino Barolo e delle ultime 2 annate di vino Barbaresco. Anche nel contesto del 2020 caratterizzato dalla pandemia, il distretto dei Vini delle Langhe, Roero e Monferrato si è, comunque, posizionato tra i migliori distretti italiani in termini di esportazioni, con un calo nei primi 9 mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo 2019 contenuto all’1,1%.  “Nonostante i problemi legati alla pandemia e le previsioni funeste, – ha detto, infatti, nel corso di una conferenza stampa online il presidente del Consorzio Matteo Ascheri –  il nostro settore ha retto bene nel 2020. È chiaro che nel 2021 ci saranno ancora molte incertezze sui nostri mercati. Sapere di poter contare sulla collaborazione con un istituto di credito di primaria importanza e attento alle esigenze delle nostre cantine come Intesa Sanpaolo ci rende ottimisti e fiduciosi”. “Abbiamo voluto costruire una soluzione su misura per il nostro territorio – ha spiegato il direttore regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Intesa Sampaolo Teresio Testa –  e darle forza con un primo stanziamento di 50 milioni di euro. Il vino che si affina in cantina diventa un attivo nel bilancio dell’azienda: un’idea semplice, ma che richiede una Banca che voglia assumersi il rischio, un partner affidabile come il Consorzio e il coraggio dei nostri produttori che comprendono come l’unica via praticabile sia continuare ad investire in digitalizzazione, nuovi strumenti di lavoro, formazione, comunicazione”.