Covid, economia circolare e transizione ecologica: come cambia la gestione dei rifiuti

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In questa fase di incertezze provocata dal perdurare della pandemia, l’Italia si trova ad affrontare sfide determinanti per il futuro: dalla decarbonizzazione alla digitalizzazione, un ruolo sempre più centrale lo avrà la cosiddetta “waste transition”, ovvero un nuovo modello di gestione dei rifiuti diffusa e partecipata, con un compostaggio a chilometro zero che garantirà il rispetto dell’ambiente.

L’Italia si trova in questa fase di incertezze provocata dal perdurare della pandemia ad affrontare sfide determinanti per il futuro. Il nostro Paese si è dato alcuni obiettivi contenuti nel Piano 2030, in attuazione del regolamento europeo sulla governance dell’unione dell’energia e dell’azione per il clima. Dalla decarbonizzazione – con la realizzazione di impianti e infrastrutture sufficienti per sostituire la corrispondente produzione energetica e per mantenere in equilibrio il sistema elettrico – all’efficienza energetica, passando per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie di prodotto e di processo essenziali per la transizione energetica. A ciò si aggiunge la transizione ecologica, un processo di cambiamento sempre più centrale per garantire uno sviluppo sostenibile a lungo termine.

L’investimento nella digitalizzazione
Il percorso di transizione avviene di pari passo con una maggiore digitalizzazione. Governo, Regioni ed enti locali hanno approvato in Conferenza unificata l’Agenda per la semplificazione 2020-2023, attivata grazie a una precisa disposizione contenuta nel decreto Semplificazioni. L’Agenda prevede una serie di azioni di semplificazione, eliminazione di vincoli burocratici e taglio dei costi per imprese e cittadini. Al monitoraggio sull’andamento degli interventi partecipano anche le associazioni dei cittadini utenti e dei consumatori e le associazioni imprenditoriali. Velocizzazione delle procedure, taglio dei procedimenti inutili e obsoleti, certezza e chiarezza del quadro regolatorio: su queste direttrici l’Agenda interviene per dare una spinta a settori quali la transizione green e l’economia circolare, la banda ultra larga, l’edilizia e la rigenerazione urbana. 

Le risorse del Recovery Plan
Sul tavolo ci sono soprattutto le risorse del Recovery plan, con un pacchetto di investimenti che dovrebbe essere programmato per favorire l’economia circolare e per far diventare l’Italia un “hub” di quella nuova economia che non spreca le risorse ma, anzi, le riusa e le reimmette nel processo produttivo. Fondi destinati alla transizione energetica ed ecologica, con un investimento massiccio nel compostaggio territoriale e nella partecipazione attiva dei cittadini. Centrali saranno dunque i progetti di compostaggio a chilometro zero che garantiranno quella che viene definita la “waste transition”, ovvero un nuovo modello di gestione dei rifiuti diffusa e partecipata.

Le pratiche virtuose: lo Smart Comp
Sono molte le pratiche virtuose su tutto il territorio che si pongono in linea con gli obiettivi dati dalla Commissione europea. In tema di recupero di materia nel processo di chiusura del ciclo dei rifiuti (“closing the loop”), ACEA ha avviato Acea Smart Comp, un innovativo progetto di compostaggio diffuso per la gestione dei rifiuti organici. Gli Acea Smart Comp sono mini-impianti di compostaggio dotati di una rivoluzionaria tecnologia sensoristica che trasformano direttamente in loco i rifiuti umidi in compost tramite un processo aerobico che, in circa 90 giorni, produce fertilizzante pronto per l’utilizzo. Con questa iniziativa si costituisce un nuovo approccio di prossimità, che avvicina il luogo di produzione del rifiuto al suo trattamento. Il compostaggio diffuso è rivolto alle grandi utenze – come centri commerciali, mense, aeroporti e stazioni – che hanno necessità di gestire grandi quantità di rifiuti organici. Il primo Acea Smart Comp è stato installato presso la mensa di Acea che è diventata così “organic waste free”: il rifiuto organico diventa compost dove viene prodotto.

Come cambia la gestione dei rifiuti
Il progetto, realizzato in collaborazione con ENEA e con Università della Tuscia, garantisce una minore produzione di rifiuti e un consistente risparmio sui costi di gestione per tutto il sistema di gestione dei rifiuti a livello nazionale e per la filiera di recupero della singola utenza. C’è poi un impatto positivo sull’ambiente: grazie alla raccolta sul territorio e all’eliminazione del relativo trasporto rifiuti su gomma si riducono notevolmente le emissioni di gas serra. L’obiettivo di Acea è l’installazione di 250 Acea Smart Comp entro il 2022 per realizzare in maniera diffusa un sistema dalla capacità di 25.000 tonnellate l’anno – che, per dare un’idea, è pari a quella di un impianto localizzato che gestisce rifiuti organici prodotti da una città di 250.000 abitanti – con un risparmio stimato del 30% circa sui costi di gestione della filiera nazionale.

Acea e l’impegno per l’ambiente
L’impegno di ACEA, che opera in un business a forte impatto ambientale, si focalizza principalmente su tre ambiti: il contrasto al cambiamento climatico, riducendo i livelli di emissioni climalteranti – e in particolare della CO2 – sia a livello di gruppo che lungo la catena di fornitura; la tutela del territorio e il contenimento degli impatti sull’ambiente naturale, coniugando l’operatività aziendale con la protezione della biodiversità e degli habitat naturali; la promozione di un uso efficiente delle risorse, promuovendo modelli di economia circolare. Per gestire al meglio e monitorare tutti i processi che possono generare potenziali impatti ambientali negativi, l’azienda ha deciso di promuovere l’adozione, nelle società del gruppo, di Sistemi di Gestione ambientali ed energetici (UNI EN ISO 14001 e 50001) e, per gli impianti di termovalorizzazione, anche la registrazione EMAS. I sistemi fissano, a ogni ciclo, nuovi traguardi di efficienza nella gestione ambientale ed energetica monitorati attraverso indicatori di performance capaci di individuare, prematuramente, segnali di anomalie e consentire di implementare tempestive azioni correttive, riducendo costi e rischi.






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