Come funziona la crypto arte, il movimento che vende opere digitali come se fossero pezzi unici

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Alla base c’è la blockchain, la stessa tecnologia di validazione decentralizzata che dà valore a criptovalute come Bitcoin ed Ethereum. Il sistema permette di firmare file digitali che non possono così essere replicati, consentendo di vendere come pezzi unici anche opere diffuse online come i meme.

Da tempo nel mondo dell’arte anche le opere digitali hanno modo di essere certificate come pezzi unici. Avviene grazie alla blockchain, la stessa tecnologia di validazione decentralizzata che dà valore a criptovalute come Bitcoin ed Ethereum, e che negli anni ha dato vita a un movimento chiamato crypto arte. Le iniziative che fondono arte digitale e crittografia si sono sviluppate a partire da metà degli anni 2010, e da allora danno modo agli artisti digitali più all’avanguardia di vendere il frutto del loro lavoro su un mercato fino ad oggi sostanzialmente riservato alle opere d’arte di tipo fisico.

Il debutto da Christie’s
Oggi però la crypto arte è pronta a sbarcare nel mondo delle aste tradizionali: Christie’s ha infatti appena annunciato per la prima volta la messa in vendita di un file digitale, firmato indelebilmente con l’uso della blockchain. La casa d’aste più nota al mondo metterà in vendita una porzione consistente dell’opera di Mike Winklemann, grafico molto noto nella comunità online e non solo come Beeple. Intitolata EVERYDAYS: THE FIRST 5000 DAYS, l’immagine è un collage di 5.000 lavori che il grafico ha pubblicato quotidianamente online fin dal 2007.

In realtà nessuna delle immagini che compongono la collezione è inedita né privata; nonostante questo, la raccolta che sarà messa all’asta rappresenterà comunque un pezzo unico, proprio perché dotata di una speciale firma che risiede sulla blockchain. Questo elemento distintivo è chiamato Non Fungible Token, o NFT: risiede online, ha la stessa funzione della firma dell’artista e, legato intrinsecamente all’opera in sé, conferisce al proprietario il possesso di qualcosa di intangibile e altrimenti facilmente replicabile — almeno dal punto di vista dei pixel che compongono il quadro.

I file diventano opere uniche
Il sistema alla base della crypto arte dà modo di vendere qualunque artefatto digitale come se fosse un pezzo unico, perfino quando si tratta di opere circolate e rimaneggiate all’inverosimile come i meme. Un esempio al riguardo risale proprio a queste ore e riguarda il Nyan Cat, la celebre gif animata che rappresenta un gattino in pixel art mentre solca i cieli spinto da una propulsione color arcobaleno. L’opera rappresenta una delle immagini in movimento che più sono circolate online in assoluto, eppure è in vendita all’asta come un unicum proprio in queste ore.

25mila dollari per una gif
L’operazione è partita da Chris Torres, artista e autore della gif di Nyan Cat, che nel decimo anniversario dalla pubblicazione della sua opera ha restaurato l’originale e l’ha messo in vendita sulla piattaforma di crypto arte Foundation, legandolo proprio a un NFT. L’acquirente otterrà un file esteticamente simile alle sue potenziali copie, ma intrinsecamente diverso e non replicabile: l’offerta più alta per ora è di oltre 25.000 dollari. L’iniziativa non sarebbe stata così fruttuosa se il Nyan Cat non fosse diventato negli anni una vera e propria celebrità della Rete, ma non sarebbe stata neppure possibile se alla base non ci fosse stato un sistema in grado di certificare l’unicità del pezzo proposto.





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