Il Pasticciotto salentino avrà il marchio di qualità della città di Galatina

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 Il pasticciotto avrà il marchio di qualità  “De.co.” (Denominazione comunale) della città di Galatina che contende a Lecce la paternità del rinomato dolce salentino fatto con pastafrolla e crema. Nella singolare competizione con Lecce, il Comune di Galatina ha inteso mettere un punto fermo: il Consiglio comunale, con votazione unanime, ha approvato il nuovo regolamento per la tutela e la valorizzazione dei prodotti e delle attività agroalimentari tradizionali locali istituendo, dunque, la “De.Co.” Si tratta di un riconoscimento che i Comuni attribuiscono ai prodotti tipici o legati storicamente al luogo di produzione, con l’obiettivo di censirli, valorizzarli e garantirne la sopravvivenza. Nel tentativo di risalire alla città in cui il pasticciotto è stato prodotto per la prima volta, nel Salento non sono mancati persino studi e ricerche da parte di cultori della storia patria. Ciò che emerge è che vi sono diverse versioni del dolce tipico salentino che, da paese a paese, varia anche solo per la consistenza e la friabilità della pastafrolla. L’approvazione del regolamento e l’istituzione della “De.Co. Galatina” permette a tutti gli imprenditori artigiani, anche riuniti in associazione, di richiedere all’amministrazione comunale l’iscrizione dei propri prodotti in uno specifico registro. Una apposita commissione di valutazione, che potrà definire singoli disciplinari di produzione, valuterà le richieste ed approverà l’iscrizione nel registro comunale. Sarà possibile quindi, in collaborazione con l’amministrazione comunale, attivare delle campagne di promozione dei prodotti tipici, come per esempio dell’arte dolciaria, ma anche dei prodotto della terra. “L’istituzione della De.Co. è una ulteriore opportunità di marketing offerta al territorio – spiega l’assessore comunale alle Attività produttive, Nico Mauro –  e crea anche uno strumento di relazione tra le imprese artigiane, con l’obiettivo comune di valorizzare i singoli prodotti e le attività commerciali”. Il regolamento prevede anche che, all’interno della biblioteca comunale, sia istituito uno spazio documentale per la raccolta e la catalogazione di tutte le pubblicazioni riguardanti la cultura agroalimentare locale.