L’oro sfonda quota 1.800 dollari. La corsa al bene rifugio prosegue da un mese. Può durare?

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L’oro raggiunge il valore più alto degli ultimi 9 anni. Il metallo giallo, bene rifugio per eccellenza, guadagna oltre il 17% da inizio anno e la sua corsa è accelerata nell’ultimo mese. Gli investitori puntano sul metallo giallo, ma in molti casi con motivazioni diametralmente opposte.

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Risplende e luccica l’oro che sfonda quota 1.800 dollari l’oncia (ossia circa 58 dollari al grammo) e raggiunge la quotazione più elevata da 9 anni a questa parte. Lo sprint del metallo giallo è iniziatolo scorso 5 giugno quando veniva scambiato a 1680 dollari, da allora un guadagno del 7%. Da inizio anno il balzo è invece del 18%.

L’oro trascina verso l’alto anche tutto ciò che gli si muove attorno, a cominciare dai titoli minerari, che in media registrano progressi di oltre il 30% in 7 mesi.

PAURA O SPERANZA? – Se la tendenza al rialzo è chiara, meno lo sono le ragioni che la spiegano. In generale l’oro vine considerato un bene rifugio che gli investitori comprano quando temono che la situazione economica peggiori e altri asset come azioni o bond possano perdere valore. Negli ultimi anni questa funzione “salvagente” del metallo giallo era parsa un poco appannata, ma l’emergenza Covid ha riportato in auge il fascino del lingotto.

La spiegazione più ovvia della corsa dell’ultimo mese, e in particolare degli ultimi giorni, è quindi che i timori legati al continuo aumento dei contagi Covid nel mondo, e a stime economiche sempre più pessimistiche, abbiano indotto gli investitori a mettersi al riparo, comprando oro e quindi spingendone i prezzi. Paradossalmente però vale anche una lettura opposta che sembra stia dettando le mosse a investitori più sofisticati. C’è chi teme che i massicci interventi delle banche centrali, con nuove ingenti iniezioni di denaro nell’economia, possano innescare una ripresa dell’inflazione. Soprattutto se l’economia dovesse riprendersi un poco più in fretta e meglio del previsto. Un “alert” in tal senso è arrivato pochi giorni fa dall’autorevole capo economista della Bank of England Andy Haldane che ha parlato di un rischio inflazione alla luce di una ripresa che sembra essere molto più rapida delle previsioni. Tradizionalmente l’oro tende a mettere al riparo gli investimenti anche dall’inflazione che comporta invece una perdita di valore della moneta. Quindi in sostanza, percorrendo strade opposte, si arriva allo stesso punto: in questo momento l’oro può essere un buon affare.

ATTENZIONE AL MORDI E FUGGI – “Trend is your friend, except at the end“, recita un vecchio adagio del mondo della finanza. Le tendenza di una quotazioni aiutano chi investe, tranne quando finiscono. Difficile dire quanto possa durare la cavalcata del metallo giallo. Le previsioni degli addetti ai lavori non sono univoche anche se smembrano escludere brusche correzioni al ribasso a breve. Attenzione però perché anche in una fase di crescita possono innestarsi dinamiche particolari. Lo si è visto nei giorni più turbolenti sui mercati finanziari, all’inizio dell’emergenza Covid. In un clima di profonda incertezza molti operatori finanziari sono stati costretti a vendere oro per reperire denaro e far fronte alle richieste dei loro creditori che, spaventati, chiedevano la restituzione dei prestiti o quanto meno maggiori garanzie. L’effetto è stato così opposto alla logica. Proprio nel momento in cui un bene rifugio avrebbe dovuto acquistare valore, le sue quotazioni scendevano poiché le vendite superavano gli acquisti.


Mauro Del Corno, Ilfattoquotidiano.it

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