Hotel, crollano i pezzi

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Non è un bel momento per le strutture alberghiere in Italia, oggi. La categoria sta vivendo un momento difficile. Firenze è terza in Italia nella classifica degli alberghi, stilata dall’Unione nazionale consumatori, per calo dei prezzi. Con -17% il capoluogo toscano è preceduto da Venezia, seconda con -21,3%, Ascoli Piceno, con -23,1% rispetto all’ottobre 2019. Dopo la caduta dei prezzi di agosto e settembre, conseguenza delle restrizioni anti-Covid, precipitano anche all’inizio dell’autunno i presi dei servizi di alloggio. 
Tra le altre città toscane, al decimo posto si colloca Siena (-8,7%), al 113esimo Pistoia (-6%), al 29esimo Arezzo (-2,3%), seguita da Lucca al trentesimo (-1,9%). In aumento, invece, i prezzi degli alberghi a Grosseto (+2,4%), 53esima, e Livorno (+3,2%), 60esima. A livello nazionale nazionale, a ottobre i prezzi degli alberghi scendono su base annua del 3,8%. “Il bonus vacanze ha ormai esaurito la sua funzione, spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Senza fiducia nel futuro, nessun consumatori farà ulteriori richieste. Sarebbe bene, quindi, pensare ad altro”.    I rialzi annui più alti si registrano Pescara (+18,2%) Trapani (+15,5%) e, in netta controtendenza con tutte le altre grandi città italiane, Genova, che, per via del Salone Nautico e del suo spostamento di data da settembre a ottobre, segna un +15,4%. “Insomma, Genova dimostra, se ce ne fosse bisogno, che, essendo i prezzi degli alberghi collegati alla domanda di camere”, sottolinea Dona, “se gli eventi ripartono ed il pubblico ritorna, i prezzi risalgono e la crisi finisce. Tra Genova e Milano c’è una differenza di oltre 30 punti percentuali, 30,6 per la precisione”.
 A livello regionale, la regione più in deflazione è il Lazio, al primo posto con una flessione dei prezzi degli alberghi del 9,4%, poi la Toscana (-7,6%) e al terzo posto la Lombardia (-6,5%). Alzano i prezzi, invece, in Liguria, con un rincaro record del 9,5%, sempre per via del Salone Nautico, al 2° posto la Calabria con +9,2% e al 3° il Trentino, +2,5%.