Nexi si fonde con la danese Nets e rafforza la leadership Ue nei pagamenti digitali. Cdp primo azionista al 17%

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L’operazione segue il matrimonio con Sia dello scorso ottobre. Il nuovo gruppo avrà un giro d’affari di quasi 3 miliardi di euro. Possibili ulteriori acquisizioni in futuro

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Nuovo tassello nell’ambizioso piano di crescita di Nexi, società italiana di pagamenti elettronici. La prima tappa, la fusione con Sia, è stata raggiunta lo scorso ottobre, ora la firma dell’accordo per un altro matrimonio, quello con Nets, società danese controllata dal fondo statunitense Hellman & Friedman. Dopo l’annuncio il titolo Nexi guadagna in borsa oltre il 2%. Una volta completata l’operazione il nuovo gruppo sarà leader europeo nel settore dei pagamenti

Digitali, operativo in 25 paesi e con un giro d’affari vicino ai 3 miliardi di euro. Gli attuali azionisti di Nexi avranno il 61% della società post fusione, una quota che si ridurrà al 48% una volta completata anche l’integrazione con Sia. Una volta concluse tutte le integrazioni Cassa depositi e prestiti rimarrà il primo azionista con una quota di circa il 17% che potrebbe essere rimpinguata in futuro. Secondo azionista sarà Hellman&Friedman al 16%, Intesa Sanpaolo avrà un altro 5%. Il gruppo, resterà quotato a piazza Affari e Paolo Bertoluzzo continuerà a ricoprire la carica di amministratore delegato. La tabella di marcia prevede che l’integrazione con SIA parta nel 2021 con pieno focus sull’Italia, successivamente nel 2022 verrà avviata l’integrazione con Nets. Da subito però si avvieranno iniziative congiunte.

“Nasce una paytech leader a livello europeo con scala e competenze uniche, che avrà la possibilità di svilupparsi in un mercato quattro volte più grande di quello attuale e ancora sotto-penetrato e con tassi di crescita a doppia cifra” ha sottolineato Bertoluzzo presentando l’accordo, e “potrà agire come motore del cambiamento digitale in Europa e contribuire in modo fondamentale alla transizione al cashless”. Bertoluzzo, parlando poi di eventuali rilievi dell’Antitrust in termini di concentrazione, ha detto che la sovrapposizione Nexi-Nets in Italia è “zero” e che anche considerando Sia, a livello europeo è “molto bassa”. Non è detto che la corsa del gruppo sia conclusa, anzi. – “Questo nuovo gruppo sarà esposto e nella posizione di catturare ulteriori opportunità di fusioni e acquisizioni in tre settori: portafogli merchant di terzi, asset di pagamento di istituti bancari, soluzioni tecnologiche e nuovi prodotti” ha spiegato Bernando Mingrone, responsabile finanziario di Nexi.

“La fusione di Nexi con Nets dà vita alla società di pagamenti digitali leader in Ue a trazione italiana. Un’azienda competitiva a livello internazionale ma fortemente radicata nel nostro Paese, strategica anche per la transizione cashless che come Governo stiamo promuovendo”, ha scritto su Twitter il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.

Nexi nel frattempo ha chiuso i conti dei nove mesi con margini in crescita, nonostante i ricavi in calo a 753,6 milioni (-3,6%), ma in ripresa nel terzo trimestre a 276 milioni (+1%). Con la seconda ondata di Covid 19 però restano sospese le indicazioni sull’andamento del quarto trimestre. La paytech intanto prepara le iniziative per supportare il governo nelle operazioni di promozione dell’utilizzo della moneta digitale.


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