Vendite giornali maggio 2020, se lo Stato non interviene sarà una strage

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La crisi dei giornali continua, inesorabile. Le vendite dei quotidiani nel mese di maggio lo confermano. Se lo Stato non interviene sarà una strage.

Vendite giornali maggio 2020, il coronavirus ha fatto una strage nei giornali sportivi. Col blocco del campionato le loro vendite in edicola sono scese a qualcosa fra metà è un terzo di un anno fa. Non sorprende, visto come va l’audience della tv che si occupa di sport.

Pesante effetto covid anche per il giornale dei vescovi italiani che ha perso un terzo delle copie vendute un anno fa. Colpa della chiusura durante il lockdown delle chiese, importante canale di distribuzione per l’Avvenire.

I numeri del mercato fanno paura. Si vende il 23%di copie in meno. Erano 1.969 mila, sono state in maggio 1.516 mila.

Escludendo gli sportivi, il calo si riduce al canonico 8% di quasi tutti i mesi. Un altro passo verso la morte.

Un confronto fra aprile e maggio

Il confronto va di norma fatto fra mesi omologhi di anni differenti. Il confronto fra maggio e aprile 2020 diventa interessante alla luce di tutte le chiacchiere che ci sono state dopo il cambio della guardia a Repubblica.

Premessa: tra aprile e maggio si sono vendute solo mille copie in più, in una sostanziale stabilità, sportiviinclusi.

Repubblica vendeva 132 mila copie in aprile, ne ha vendute 127 mila in maggio. Non proprio il tracollo che certi diffusori di fake news, o balle, denunciavano.

Nel frattempo il Corriere è rimasto stabile a quota 180 mila, con un divario di un terzo sulla povera Repubblica. Ma il declino di Repubblica ha origini remote e precise, non certo imputabili al direttore appena arrivato,

Quelli del Fatto fanno i fenomeni perché hanno guadagnato qualche migliaia di copie. E ne vendono in edicola in tutto 31 mila. 3.700 in più, il 13% di un anno fa. Un quarto di Repubblica, un sesto del  Corriere della Sera, meno del Messaggero Veneto di Udine.

Effetto Boffano

Dovrebbero meditare e chiedersi quanto durerà l’effetto Boffano, quell’infuso di moderazione (ancorché di sinistra dura e pura), equilibrio e buon senso giornalistico che ha invertito il declino da appena pochi mesi.

Giorno dopo giorno il Fatto torna sempre più grillino. La linea grillina costò al Fatto migliaia di copie. Molte di più di quante ne abbia finora recuperate con una posizione un po’ meno appiattita sul M5s.

Dispiace vedere il Fatto salire in cattedra, additando gli ancora inesistenti aiuti pubblici ai giornali come uno scandalo. Senza aiuti pubblici i giornali moriranno. Se ne sono accorti anche in America, patria del liberalismo assoluto.

La linea grillina sui giornali è peraltro fallita.

Nonostante le promesse di Vito Crimi, l’Ordine del giornalisti è ancora lì, anzi incombe sempre più minaccioso sulla libertà di stampa e di espressione.

Ci sarà la polizia del pensiero ma non ci sarà più pensiero se andiamo avanti così.

Nel silenzio generale, procede intanto la tessitura del bavaglio in Parlamento. Con la scusa di abolire il carcere per la diffamazione, vengono fissate norme che bloccheranno le dita di qualsiasi cronista di buon senso. Gli editori fanno finta di niente, il sindacato tace, i direttori si comportano come se la cosa riguardasse i farmacisti, Anzi, riguardasse i farmacisti, farebbero un po’ di polverone.

Ma, se si va avanti così, non ci saranno nemmeno più giornali. Per la gioia di politici, potenti e malfattori. (Clicca qui per le vendite del mese precedente).

Vendite giornali maggio 2020. I nazionali

Quotidiani
nazionali
Maggio 2020Maggio 20192020 su 2019
Corriere della Sera181.830181.0761,00
Repubblica127.701141.4170,90
La Stampa78.05995.5240,81
Il Giornale41.14642.9280,95
Il Sole 24 Ore43.49839.3171,10
Il Fatto Quotidiano31.48427.7841,13
Italia Oggi11.32915.6040,72
Libero27.73223.2341,19
Avvenire14.70820.8190,70
Il Manifesto7.6767.5601,01
La Verità 27.76922.7711,21

Vendite giornali locali

Quotidiani
locali
Maggio 2020Maggio  20192020 su 2019
Resto del Carlino75.97582.7920,91
Il Messaggero54.11868.8760,78
La Nazione51.24860.1110.85
Il Gazzettino34.76239.8610,87
Il Secolo XIX29.06434.2060,84
Il Tirreno27.80730.8160,90
L’Unione Sarda29.43431.4160,93
Dolomiten5.6455.6451,00
Messaggero Veneto33.30832.8081,01
Il Giorno24.45232.7200,74
Nuova Sardegna23.13325.9960,88
Il Mattino19.12423.7210,80
Arena di Verona20.88120.3821,02
Eco di Bergamo20.01220.5200,97
Gazzetta del Sud10.89615.8760,68
Giornale di Vicenza18.51818.3631,00
Il Piccolo16.50416.9830,97
Provincia (Co-Lc-So)15.59216.5690,94
Il Giornale di Brescia17.19117.1431,00
Gazzetta Mezzogiorno9.30115.7960,58
Libertà16.12815.8151,01
La Gazzetta di Parma16.48715.2411,08
Il Mattino di Padova13.89114.2750,97
Gazzetta di Mantova14.02214.4230,97
Il Giornale di Sicilia7.46411.3910,65
La Sicilia7.42712.8880,57
Provincia Cremona11.44911.2601,01
Il Centro8.83810.9080,81
Il Tempo8.81712.3410,71
La Provincia Pavese9.5719.9250,96
Alto Adige-Trentino8.9497.9411,12
L’Adige9.22910.2280,90
La Nuova Venezia7.1726.7911,05
Tribuna di Treviso8.7928.8540,99
Nuovo Quot. Puglia6.0828.4730,71
Corriere Adriatico8.47311.2470,78
Corriere Umbria4.9469.0330,54
Gazzetta di Reggio6.6757.3890,90
Gazzetta di Modena6.0836.7280,90
La Nuova Ferrara5.3535.3710,99
Quotidiano del Sud—-—-—-
Corriere delle Alpi4.3654.1541.05
Quotidiano di Sicilia8.7206.2201,40

Vendite giornali sportivi

Nell’ultima tabella mettiamo insieme i dati di vendita (sempre in edicola) dei quotidiani sportivi, separando i risultati dell’edizione del lunedì, che è sempre quella più venduta.

Quotidiani
sportivi
Maggio 2020Maggio 20192020 su    2019
Gazzetta dello Sport Lunedì40.860148.4450,27
Gazzetta dello Sport42.008132.4420,31
Corriere dello Sport 28.28062.5450,45
Corriere dello Sport Lunedì26.79473.6650,36
Tuttosport 23.66140.1270,58
Tuttosport Lunedì21.69945.7110,47

Perché insistiamo sulle vendite in edicola…

…e le teniamo distinte dalle copie digitali?

Per una serie di ragioni che è opportuno riassumere.

1. I dati di diffusione come quelli di lettura hanno uno scopo ben preciso, quello di informare gli inserzionisti pubblicitari di quanta gente vede la loro pubblicità. Non sono finalizzate a molcire l’Io dei direttori, che del resto non ne hanno bisogno.

2. Le vendite di copie digitali possono valere o no in termini di conto economico, secondo quanto sono fatte pagare. Alcuni dicono che le fanno pagare come quelle in edicola ma se lo fanno è una cosa ingiusta, perché almeno i costi di carta, stampa e distribuzione, che fanno almeno metà del costo di una copia, li dovreste togliere.

Infatti il Corriere della Sera fa pagare, per un anno, un pelo meno di 200 euro, rispetto ai 450 euro della copia in edicola; lo stesso fa Repubblica.

3. Ai fini della pubblicità, solo le vendite delle copie su carta offrono la resa per cui gli inserzionisti pagano. Provate a vedere un annuncio sulla copia digitale, dove occupa un quarto dello spazio rispetto a quella di carta.

Il confronto che è stato fatto fra Ads e Audipress da una parte e Auditel dall’altra non sta in piedi. Auditel si riferisce a un prodotto omogeneo: lo spot, il programma. Le copie digitali offrono un prodotto radicalmente diverso ai fini della pubblicità. Fonte Ads

Sergio Carli, blitzquotidiano.it