Mario Draghi, il suo “Whatever it takes” entra nella Treccani

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L’Istituto della Enciclopedia Italiana pubblica un percorso linguistico che colloca nel tempo e fissa il significato storico, sociale e culturale dell’espressione che ha scandito la fase culminante della carriera istituzionale di Mario Draghi in veste di governatore  della Banca Centrale Europea, dopo esserlo stato della Banca d’Italia.Il neologismo Whatever it takes (“Costi quel che costi”) venne coniato dal grande economista e banchiere italiano nella crisi economica del 2012 per definire in modo assolutamente non equivocabile dai mercati il ruolo della Banca centrale europeanella difesa dell’euro. Oggi tale notissima frase è tornata in evidenza, sia nei discorsi dei rappresentanti politici sia degli operatori economici e dei media, anche come marcatore linguistico-temporale legato alla recente emergenza sanitaria da Coronavirus.Il lavoro della redazione digitale Treccani conferma dunque anche in campo linguistico lo straordinario ruolo giocato in campo economico, politico e istituzionale da Mario Draghi, definito al termine del suo mandato da numero uno della Bce «il più importante uomo di stato europeo dell’ultimo decennio». Cresciuto a fianco dell’allora governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, Draghi fa parte di quell’élite di tecnici dotati di visione politica che condussero fin dentro l’euro l’Italia, legittimata come nazione che risanati i conti pubblici e avviati un processo di riforme selettive, potesse sfruttare pienamente i benefici che l’appartenenza all’euro avrebbe generato per la crescita e l’occupazione.Proprio per questi trascorsi, all’interno dell’Eurozona Draghi fu accolto con rispetto come candidato alla presidenza della Bce. Questo rispetto e la sua integrità di giudizio permisero a Draghi di modificare l’orientamento della politica monetaria della Bce: dalle lettere di Trichet ai governi con le severe condizioni da rispettare per meritare l’accesso ai programmi di acquisto dei loro titoli pubblici Draghi pilotò la Banca centrale europea all’impegno incondizionato di sostegno dell’euro.Il “whatever it takes” apre nella politica europea un altro orizzonte che non aveva precedenti. E’ il 26 luglio del 2012. L’Europa dell’euro è in grande difficoltà. Sale lo spread in molti Paesi. In Grecia tornano a soffiare pesanti venti di crisi. L’euroscetticismo inglese si gonfia.Quel 26 di luglio, Draghi, da meno di un anno Presidente della Banca centrale europea sale sul palco della conferenza di Londra e, senza troppi preamboli, dopo una manciata di minuti di introduzione, pronuncia la frase che cambia la storia della crisi: “Entro il suo mandato la Bce preserverà l’euro, costi quel che costi. E, credetemi, sarà abbastanza”. Whatever it takes. Da quel momento, si può dire che l’Europa diventi l’Europa di Mario Draghi. A posteriori, lo riconoscono sia gli estimatori, sia i detrattori.