Il lockdown ha causato un boom di acne tra i giovani

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Due mesi di lockdown e, tra ricorso a comfort food e poco movimento, il sistema digestivo ha perso colpi. Così, tra le altre conseguenze, esplodono acne e brufoli soprattutto tra i più giovani. Lo riferisce Deborah Tognozzi (nella foto), biologa, nutrizionista, specialista in Applicazioni biotecnologiche del Gruppo Sanitario USI. “L’acne è un’infiammazione cronica dell’unità follicolo-pilo sebacea, più diffusa nell’adolescenza e nel sesso femminile, con lesioni che di solito si manifestano sul viso, sulle spalle, sul dorso e sul torace”, spiega l’esperta. “Le cause possono essere infiammatorie, ormonali, psicosomatiche e infettive ma anche l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale sulla comparsa della malattia”, aggiunge. “Un eccesso di carboidrati e cibi con alto indice glicemico come pane e patate, latte e latticini, acidi grassi saturi e trans, e lo sbilanciamento di Omega6 e Omega3 sono fattori predisponenti e peggiorativi dell’acne, correlati alla resistenza insulinica e all’iperandrogenismo – prosegue -. Se si eccede con il consumo di latte e prodotti caseari la comparsa di brufoli sembra correlata alla leucina, un amminoacido presente in questi alimenti, capace di stimolare un complesso enzimatico (mTORC1) in grado di interagire con gli stimoli alla base dell’acne. Inoltre, l’acne si associa spesso a disturbi digestivi e a problemi intestinali, soprattutto alla disbiosi intestinale (alterazione del microbiota intestinale), su cui incide anche il nostro stato emozionale”.Secondo Tognozzi, gli alimenti da evitare o prediligere per favorire la scomparsa di papule, pustole e brufoletti sono ben noti. “Eliminare o ridurre al massimo il consumo di latte, prodotti caseari e latticini, riducendo, inoltre, i grassi di origine animale, il consumo di grassi saturi e trans. Sostituire il latte vaccino con latte di cocco non zuccherato, latte di mandorla o latte di riso, possibilmente integrale. Consumare alimenti a basso-medio indice glicemico”, raccomanda la nutrizionista che consiglia anche di mangiare alimenti ricchi di Omega 3 come pesce, frutta secca; assumere alimenti prebiotici; utilizzare olio extravergine o quello di cocco; evitare gli alimenti light e preferire fonti di grassi buoni come avocado, frutta secca e pesce fresco. E poi: “Ridurre il consumo di glutine, che non significa eliminarlo, o scegliere alimenti deglutinati, ma alternare farine e prodotti provenienti da cereali contenenti glutine con quelli che non lo contengono naturalmente come per esempio riso, quinoa, grano saraceno, miglio e altri”. Infine, “evitare prodotti light” e “preferire metodi di cottura come il vapore, griglia o piastra o padella antiaderente, pentola a pressione, piuttosto che la frittura o bolliti di carne”.