Il crollo del greggio affonda i conti di Eni

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L’ad De Scalzi: è il periodo più complesso degli ultimi 70 anni e oltre

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«Il periodo che stiamo vivendo dallo scorso marzo è per l’economia mondiale il più complesso degli ultimi 70 anni e oltre», dice l’ad di Eni, Claudio De Scalzi, presentando i risultati del gruppo. «Per l’industria energetica – prosegue -, ed in particolare per l’Oil&Gas, la complessità è ancora maggiore dato il sovrapporsi degli effetti della pandemia al crollo del prezzo del petrolio».

Proprio il crollo dei prezzi del petrolio affonda i conti del Cane a sei zampe. Eni chiude il primo trimestre con una perdita netta di 2,93 miliardi di euro (dall’utile di 1,1 miliardi del primo trimestre del 2019) determinata – si spiega in una nota – principalmente dall’allineamento del valore delle scorte ai prezzi correnti. L’utile netto adjusted è pari a 59 milioni di euro (-94%). Nel primo trimestre l’utile operativo adjusted si attesta a 1,31 miliardi, in calo di 1 miliardo (-44%), rispetto al trimestre 2019. Al netto dell’effetto scenario di -1,1 miliardi e degli impatti del COVID-19 di -0,15 miliardi -si evidenzia – la performance è stata positiva per 0,2 miliardi (+16%).

Gli investimenti netti sono pari a 1,9 miliardi, finanziati interamente dal flusso di cassa ante variazione circolante al costo di rimpiazzo. L’indebitamento finanziario netto è di 18,7 miliardi, in aumento di circa 1,6 miliardi (+9%) rispetto al 31 dicembre 2019. Il settore exploration and production registra un utile operativo adjusted di 1,04 miliardi (-55%) «riferibile quasi interamente al peggioramento dello scenario e, in parte contenuta, alle minori produzioni».

laStampa.it