Carlo Bonomi è il nuovo presidente designato di Confindustria

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Carlo Bonomi è il nuovo presidente designato di Confindustria. Il voto on line dei 183 componenti del Consiglio generale lo ha premiato a scapito dell’altro candidato, la vicepresidente con delega per l’internazionalizzazione Licia Mattioli. Bonomi ha ottenuto 123 voti, Mattioli 60.  Nessuna scheda nulla e nessuna bianca.
Al termine delle consultazioni svolte nelle settimane passate dai saggi a Bononi erano stati attribuiti 109 voti ed alla Mattioli 48.

Il presidente dell’Assolombarda, il primo a scendere in campo ormai oltre un anno fa, in quanto espressione dell’associazione territoriale più forte era dato da subito come il candidato favorito ed i saggi l’avrebbero voluto proporre come candidato unico scontrandosi però con l’ex presidente degli industriali torinese che dopo aver certificato di disporre del 20% dei voti assembleari in base allo statuto ha chiesto ed ottenuto di andare alla conta finale. Consenso che Bonomia ha conservato sino alla fine nonostante il tentativo di rimonta della Mattioli.

La riunione del Consiglio, con tutti i delegati collegati in videoconferenza, è iniziata puntale alle 10. Presenti a Roma solo una decina di persone, tra cui i due candidati, il presidente uscente Vincenzo Boccia e il direttore generale Marcella Pannucci. Tutti i presenti indossavano ovviamente mascherina e guanti.

Incarico molto delicato, a causa della crisi gravissima che sta investendo la nostra economia, per il futuro presidente di Confindustria. Bonomi, nato a Crema quasi 54 anni fa, oltre ad essere  da tre anni il presidente degli industriali di Milano, Monza e Brianza, è un imprenditore del settore biomedicale e presiede il cda della Synopo spa. E’ membro del consiglio generale di Aspen Italia, e siede nei cda dell’Ispi e dell’Università Bocconi. 

Il passaggio odierno, sancito da un voto segreto (e validato dai probiviri) che i componenti del consiglio generale hanno espresso attraverso una piattaforma informatica, per andare a buon fine necessita però di un ulteriore step: il prossimo 30 aprile il presidente incaricato dovrà infatti sottoporre al voto sempre dello stesso consiglio e le stesse modalità tecniche sia il programma che la nuova squadra di presidenza.

Una volta superato questo passaggio, la consacrazione definitiva avverrà il 20 maggio quando, ancora una volta in videoconferenza, si riunirà l’assemblea privata dell’associazione che tradizionalmente precede di un giorno l’assemblea pubblica. Che con ogni probabilità però quest’anno non si terrà il 21 maggio ma dovrebbe essere rinviata a settembre/ottobre dal momento che il lockdown per ora esteso sino al 3 maggio difficilmente consentirà di poter organizzare la convention annuale in tempi tanto stretti.

Paolo Baroni, Lastampa.it