Stadi chiusi, per risarcire gli abbonati arrivano i Lotito-voucher

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La Lega Calcio è orientata a riconoscere un “buono” ai supporter. Potranno spenderli per acquistare biglietti, gadget e per sconti sugli abbonamenti della prossima stagione. Il presidente della Lazio, su incarico dei club, sta mettendo a punto il progetto che dovrà superare il vaglio dell’Autorità Antitrust, garante dei consumatori

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 Il calcio italiano chiude gli stadi fino al 3 aprile, per proteggere i tifosi dal contagio del coronavirus. E gli abbonati dei club, i supporter più fedeli e affezionati, si aspettano un segnale di rispetto. Sperano che la società restituisca loro una parte della somma che hanno pagato per l’abbonamento, visto che non potranno seguire alcune partite casalinghe.

Incalzata dall’Autorità Antitrust, che confida nel rimborso in favore dei tifosi, la Lega Calcio affronterà la questione nella prossima riunione della sua Assemblea (il 12 marzo). E quel giorno Claudio Lotito – presidente della Lazio e consigliere federale – presenterà il progetto che proprio la Lega Calcio gli ha chiesto di mettere a punto.

La Lega Calcio non vorrebbe riconoscere agli abbonati un rimborso monetario. Preferisce consegnare loro un voucher. I tifosi potrebbero spendere questo voucher per comprare dei biglietti per lo stadio oppure dei gadget nei negozi ufficiali del club. Potrebbero anche ottenere uno sconto sull’abbonamento alle gare della prossima stagione.

I Lotito-voucher – dal nome del consigliere federale chiamato a perfezionare il progetto – dovrebbero superare l’esame proprio dell’Autorità Antitrust. In base alle decisioni passate delle nostre autorità di garanzia (come è l’Antitrust), la sensazione è che i voucher non avranno vita facile. E’ possibile che l’Antitrust li autorizzi a patto che il supporter abbia la libertà di scegliere tra il rimborso in denaro e questi voucher.

Più semplice la soluzione per i biglietti venduti per le partire dei prossimi turni. In questo caso, anche i club più recalcitranti si orientano a restituire i soldi.


Repubblica.it