Ultime sul cibo. Secondo uno studio, il 50% dei lombardi ne spreca meno di 1 volta al mese

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Un’alimentazione più sostenibile può contribuire a salvare il pianeta e ognuno deve giocare la propria parte, perché solo affrontando insieme lo spreco alimentare si può generare un impatto effettivo e duraturo. È questo l’impegno che istituzioni, società civile e imprese hanno voluto affermare durante l’incontro ‘Non sprechiamo il cibo: per un’alimentazione più sostenibile’, tenutosi a Milano e che ha visto protagonisti i principali attori coinvolti nella lotta contro un modello di alimentazione non più accettabile. Il dibattito, aperto da Maria Chiara Gadda, membro della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati e promotrice della legge 166/2016 cosiddetta ‘antispreco’, ha visto la presenza tra gli altri di Livia Pomodoro, presidente del Milan Center for Food Law and Policy, Andrea Segrè, professore ordinario di Politica agraria all’Università di Bologna, Fondatore di Last Minute Market e della Campagna Spreco Zero, e Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus. La sensibilità sul tema si configura in Lombardia come un comportamento consolidato, con una crescente attenzione dei cittadini nell’attuare comportamenti virtuosi: secondo l’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg, infatti, il cibo si getta meno di una volta al mese per il 50% delle famiglie, dato lievemente migliore rispetto a quello nazionale del 48%. Solo il 4% degli intervistati dichiara di sprecare cibo più volte nel corso della stessa settimana, contro il 7% del dato nazionale. Il 31% dei cittadini in Lombardia dichiara inoltre di aver notato significative diminuzioni nelle quantità di cibo sprecato a livello domestico, modificando le proprie abitudini di consumo. Ad esempio, il 69% degli intervistati consiglia di privilegiare il check preventivo sulle quantità di cibo da acquistare, mentre il 62% dichiara di congelare quello che non riesce a mangiare a breve. Infine il 59% presta attenzione alle quantità impiegate nel momento della preparazione dei pasti. Fondamentale infine sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza di non sprecare il cibo: sempre secondo l’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/SWG infatti il 33% delle famiglie in Lombardia ritiene centrale il ruolo della scuola nell’educazione alimentare. “L’impegno per lo sviluppo sostenibile, l’economia circolare e la prevenzione degli sprechi – sostiene l’agroeconomista Andrea Segrè, fondatore Last Minute Market – passa anche attraverso il monitoraggio dei comportamenti e quindi attraverso i dati, perché la svolta culturale, passaggio obbligato per la riduzione dello spreco alimentare domestico (che incide per i due terzi dello spreco complessivo) richiede innanzitutto consapevolezza. Last Minute Market, impresa sociale pionieristica nel recupero delle eccedenze, da dieci anni sensibilizza cittadini, istituzioni, scuole e stakeholders attraverso la campagna Spreco Zero. Con risultati importanti, in Italia: sei anni fa (2014) – aggiunge- un italiano su due dichiarava di gettare cibo quasi ogni giorno, nel 2019 solo l’1% degli intervistati ha dichiarato di cestinare il cibo quotidianamente. Molto resta da fare, tuttavia: lo spreco del cibo resta saldamente in testa alla nefasta ‘hit’ degli sprechi anche in Lombardia, per il 63% degli intervistati (contro il 74% del dato nazionale), seguono lo spreco idrico (54%), di energia elettrica (27%), gli sprechi nella mobilità (22%) e legati a energia/gas.