Huawei, nuova battaglia legale contro Usa

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Gigante cinese contesta blocco acquisti in aree rurali

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Huawei ha avviato una nuova azione legale contro gli Stati Uniti affermando di non rappresentare un rischio per la sicurezza.
In questo caso, il gigante cinese delle telecomunicazioni contesta un bando della Federal Communications Commission (Fcc) americana, che ha imposto ai fornitori di servizi mobili nelle aree rurali di non accedere al fondo governativo di 8,5 miliardi di dollari per acquistare apparecchiature Huawei.

La società cinese si è rivolta alla Corte d’appello per annullare tale bando. La Bbc riferisce che il Chief Legal Officer dell’azienda cinese Song Liuping, ha dichiarato che “Il governo degli Stati Uniti non ha mai presentato prove concrete per dimostrare che Huawei è una minaccia alla sicurezza nazionale. Perché queste prove non esistono”. Questo contenzioso è l’ultimo di una serie tra Huawei e le autorità americane, sullo sfondo della guerra commerciale Usa-Cina. Tanto più che il colosso cinese ha un ruolo di primo piano nel 5G, che l’amministrazione Trump teme possa diventare veicolo di spionaggio.

Huawei lancia azione legale contro il divieto Usa
Colosso cinese fa ricorso in tribunale a restrizioni federali

Il colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei ha avviato oggi un’azione legale contro le restrizioni imposte dalla Commissione federale Usa per le Comunicazioni. Secondo quanto emerso durante una conferenza stampa tenuta a Shenzhen, il colosso cinese ha chiesto al tribunale di revocare un’ordinanza giudicata “illegale” che vieta ai gestori telefonici delle aree rurali degli Usa di avvalersi di fondi federali per acquistare apparecchiature prodotte da Huawei. In un’istanza depositata oggi presso la Corte federale d’Appello Usa, Huawei ha chiesto di dichiarare illegittima l’ordinanza della Commissione sulla base del fatto che non offre alla compagnia le dovute tutele per un giusto procedimento nell’etichettare Huawei come una minaccia alla sicurezza nazionale. “Mettere al bando una compagnia come Huawei solo perché ha avviato la propria attività in Cina, non risolve le sfide poste alla sicurezza informatica”, sostiene il responsabile dell’ufficio legale dell’azienda, Song Liuping. Secondo Glen Nager, consulente della società per le azioni legali, la Commissione Usa ha semplicemente adottato una norma senza criterio che, per sua stessa ammissione, è stata pensata solo contro Huawei e altre aziende cinesi. 

Ansa.it

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