Inarcassa, 170.000 iscritti

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Per il 2020, le previsioni del Bilancio previsione del 2020 approvato dal Comitato nazionale dei delegati di Inarcassa (Cassa previdenziale degli ingegneri e degli architetti) “ipotizzano un andamento di iscrizioni e cancellazioni in linea con quello dell’anno precedente, con iscritti a fine anno pari ad oltre 170.000 unità. Il saldo della gestione previdenziale evidenzia la prosecuzione della fase di ripresa della contribuzione corrente legata al recupero dei redditi degli associati, a fronte di un fisiologico aumento delle prestazioni”, e nel 2020 “le pensioni erogate saranno poco più di 39.000”. Così recita la nota diffusa dall’Ente. “La ripresa in corso, per quanto contenuta, del settore delle costruzioni e la dinamica positiva delle compravendite immobiliari, continua a favorire il recupero del fatturato e dei redditi degli associati, in crescita per il terzo anno consecutivo”, si legge. “Il buon funzionamento del mercato del lavoro – dice il presidente Giuseppe Santoro – in termini di tassi di attività e di occupazione, è requisito fondamentale e imprescindibile per la sostenibilità dei sistemi previdenziali di lungo periodo e per l’adeguatezza delle prestazioni. Chi governa non dovrebbe far confusione finanziando la previdenza con i prelievi fiscali, e lo stato sociale con i contributi che gravano sul lavoro. Inarcassa non si è lasciata distrarre dalle incertezze e dalle tante direttive che si sono succedute. E’ una Cassa consapevole, rispettosa del lavoro e delle difficoltà quotidiane e, per questo, convinta di dover assicurare la solidità del futuro con il patrimonio, amministrato nell’esclusivo interesse degli ingegneri ed architetti liberi professionisti. La dimensione che ha raggiunto – conclude Santoro -, il ruolo che ha svolto e che può assumere sia nel contesto previdenziale, sia nella tutela e nella diffusione della cultura dei liberi professionisti italiani, è anch’esso un patrimonio che non si deve disperdere”.

Ansa.it

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