Ue, Commissione von der Leyen al voto: la lista dei 27

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Con un mese di ritardo sulla tabella di marcia, la Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, arriva al voto mercoledì prossimo, 27 novembre, nella plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo. Avrebbe dovuto essere votata nella plenaria di ottobre, ma il Parlamento ha bocciato i candidati di Romania e Ungheria, Rovana Plumb e Laszlo Trocsanyi, prima ancora di farli arrivare in audizione, per conflitto di interessi, e poi la candidata francese, Sylvie Goulard, dopo due audizioni.

Il processo di sostituzione dei tre candidati ha preso qualche tempo, soprattutto a causa dei ritardi prima della Francia, che ha optato per Thierry Breton, un dirigente d’azienda già ministro del Tesoro che viene dalle fila dei Republicains, e poi della Romania, che ha cambiato governo proprio in ottobre.

Von der Leyen ha anche dovuto superare, con fatica, l’ostacolo del commissario britannico mancante: il primo ministro britannico Boris Johnson si è ben guardato dall’indicare un candidato, come si era impegnato a fare quando ha ottenuto il rinvio della Brexit al prossimo 31 gennaio.

Indicare un candidato gli avrebbe fatto perdere voti, quindi ha preferito una procedura d’infrazione, che gli arrecherà danni limitati. Una dichiarazione del Consiglio, che approverà la lista a 27 (la presidente è già stata eletta in luglio), dovrebbe essere sufficiente a mettere al riparo la Commissione von der Leyen da rischi giuridici (ogni suo atto a 27, si paventava, potrebbe essere appellabile in Corte di Giustizia).

Fermare un “processo democratico” solo perché uno Stato membro in via di uscita si rifiuta di indicare un candidato commissario sarebbe un “vulnus” importante, ha sottolineato il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli.

Ora, se la Commissione otterrà la maggioranza dei voti validi mercoledì, potrà entrare in carica il primo dicembre (che è una domenica); il primo collegio dei commissari è previsto per mercoledì 4 dicembre, e verterà principalmente su questioni organizzative.

L’esito del voto è difficile da prevedere: la sinistra della Gue/Ngl ha già detto che non voterà la Commissione von der Leyen, ma nessuno si aspettava il contrario. I commissari, tuttavia, hanno già ricevuto le istruzioni per la foto di gruppo dopo il voto, cosa che denota un certo ottimismo sull’esito della votazione.

A differenza del voto di luglio, che era segreto, quello di mercoledì sarà palese e nominale, cosa che dovrebbe scoraggiare il ‘fuoco amico’ da parte dei gruppi della maggioranza Ppe-S&D-Liberali, anche se si sa, per esempio, che gli eurodeputati dell’Spd non sono entusiasti della presidente. La Commissione, comunque, entrerà in carica a 27 membri, in un’Ue ancora a 28. Eccoli qui di seguito, 12 donne e 15 uomini, a cominciare dalla presidente, dai tre vicepresidenti esecutivi e dai cinque vicepresidenti.

URSULA VON DER LEYEN – Presidente. Nata a Ixelles (Bruxelles) 61 anni fa, cresciuta nella capitale comunitaria, è tedesca ma parla benissimo inglese e francese. Iscritta alla Cdu, è stata più volte ministra con la cancelliera Angela Merkel: prima di essere nominata presidente della Commissione era ministra della Difesa nel governo di coalizione Cdu-Spd. Al voto di luglio è stata eletta in Parlamento con soli nove voti di margine.

FRANS TIMMERMANS – Vicepresidente esecutivo al Green Deal europeo. Già primo vicepresidente della Commissione Juncker, olandese, laburista, da ministro degli Esteri ha gestito il dramma del volo MH17, abbattuto da un missile sui cieli dell’Ucraina nel 2014 con 196 olandesi a bordo. Spitzenkandidat dei Socialisti alle europee, non è riuscito a succedere a Juncker ma resta una delle figure di maggior peso della Commissione. Poliglotta, parla un ottimo italiano ed è tifosissimo della Roma.

MARGRETHE VESTAGER – Vicepresidente esecutiva al Digitale. Danese, liberale, già commissaria alla Concorrenza con Jean-Claude Juncker, portafoglio che conserverà anche con von der Leyen, è una delle figure politicamente (e mediaticamente) più abili della passata Commissione. Durante il suo mandato è stata la ‘bestia nera’ dei colossi Usa del digitale: in particolare, la sua decisione di imporre all’Irlanda di recuperare 13 mld di euro di aiuti di Stato da Apple resta negli annali.

VALDIS DOMBROVSKIS – Vicepresidente esecutivo all’Economia “al servizio del popolo”. Lettone, del Ppe, è uno dei due ex primi ministri del gabinetto von der Leyen, insieme a Paolo Gentiloni. Considerato un ‘falco’, ha formato una coppia affiatata con il francese Pierre Moscovici, spesso visto come il poliziotto buono, mentre la parte del ‘cattivo’ toccava a lui. Rigorista in politica economica, si occupa però anche di temi molto importanti, come la ‘tassonomia verde’, cioè la classificazione degli investimenti ‘verdi’. E’ un interlocutore apprezzato dagli eurodeputati dei Greens.

JOSEP BORRELL – Vicepresidente, Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri. Nato nel villaggio catalano di Pobla de Segur nel 1975, anno della morte di Francisco Franco, socialista del Psoe, è stato presidente del Parlamento Europeo nel 2004-2007 e ministro degli Esteri in patria. Ora succederà a Federica Mogherini alla guida del Seae, il Servizio diplomatico dell’Ue. Ha già detto che la sua prima visita extra Ue sarà in Kosovo, Paese che la Spagna non riconosce.

MAROS SEFCOVIC – Vicepresidente ai Rapporti Istituzionali e alla Prospettiva. Slovacco, socialista, è economista di formazione e ha studiato a Mosca. E’ stato Rappresentante Permanente del suo Paese a Bruxelles e vicepresidente della Commissione Europea con Juncker.

VERA JOUROVA – Vicepresidente ai Valori e alla Trasparenza. Ceca, liberale, già commissaria alla Giustizia con Juncker, avrà il compito di vigilare sul rispetto dello Stato di diritto, materia spinosa che ha visto la Commissione scontrarsi con l’Ungheria e la Polonia, ma anche con la Romania.

DUBRAVKA SUICA – Vicepresidente alla Democrazia e alla Demografia. Croata, iscritta all’Hdz, è stata sindaco di Dubrovnik dal 2001 al 2009, prima di diventare eurodeputata. Ha insegnato inglese, tedesco e letteratura.

MARGARITIS SCHINAS – Vicepresidente alla Promozione dello stile di vita europeo (già Protezione dello stesso, poi cambiato dietro pressione dei Socialisti). Greco, conservatore di Nea Dimokratia, conosce benissimo la Commissione, della quale è stato funzionario e portavoce capo sotto Jean-Claude Juncker e il suo braccio destro Martin Selmayr. Ha studiato a Bruges e alla London School of Economics. E’ poliglotta.

JOHANNES HAHN – Commissario al Bilancio e all’Amministrazione. Austriaco, popolare, è al terzo mandato come commissario. Ha guidato la politica regionale nella seconda Commissione Barroso ed è stato commissario all’Allargamento con Juncker. Laureato in Filosofia, dovrà negoziare il bilancio pluriennale dell’Ue per il 2021-27, una delle partite più importanti dei prossimi mesi.

DIDIER REYNDERS – Commissario alla Giustizia. Giurista di formazione, liberale, più volte ministro, è considerato il rivale di Charles Michel, nuovo presidente del Consiglio Europeo, all’interno del suo partito. Si occuperà tra l’altro dell’Eppo, la Procura Ue antifrode.

MARIYA GABRIEL – Commissaria all’Innovazione e ai Giovani. Bulgara, del Ppe, è stata commissaria con Juncker, sostituendo la connazionale Kristalina Georgieva. Laureata a Sciences Po a Bordeaux, è europarlamentare dal 2009.

PHIL HOGAN – Commissario al Commercio. Irlandese del Fine Gael (Ppe), è stato commissario all’Agricoltura con Juncker. Dovrà negoziare gli accordi commerciali dell’Ue con i suoi partner.

NICOLAS SCHMIT – Commissario al Lavoro. Lussemburghese, socialista, europeista, da diplomatico ha rappresentato il Granducato a Bruxelles e tra i negoziatori del trattato di Maastricht.

PAOLO GENTILONI – Commissario all’Economia. Romano, di famiglia nobile, già giornalista e a lungo direttore della “Nuova Ecologia”, presidente del Pd, è stato deputato e ministro delle Comunicazioni, degli Esteri e presidente del Consiglio. In coppia con Valdis Dombrovskis, si occuperà del semestre europeo, cioè della sorveglianza sui bilanci nazionali, di armonizzazione fiscale e della revisione delle regole del patto di stabilità, tutte materie importantissime per l’Italia.

JANUSZ WOJCIECHOWSKI – Commissario all’Agricoltura. Polacco, eurodeputato di lungo corso, è membro del Pis (gruppo Conservatori e Riformisti). Dovrà negoziare la nuova Politica agricola comune per il 2021-27.

ELISA FERREIRA – Commissaria alla Coesione e alle Riforme. Portoghese, socialista, economista di formazione, è stata eurodeputata dal 2004 al 2016. Dal 2017 è vicegovernatrice della Banca del Portogallo.

OLIVER VARHELYI – Commissario all’Allargamento e alla Politica di Vicinato. Ungherese, 47 anni, è il rappresentante permanente del suo Paese a Bruxelles, ma ha lavorato anche per la Commissione. Ha sostituito Trocsanyi; è passato dopo la prima audizione in Parlamento e le domande scritte supplementari.

STELLA KYRIAKIDES – Commissaria alla Salute. Cipriota, del Ppe, già presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, è psicologa di formazione ed è stata ministra della Salute a Cipro.

ADINA VALEAN – Commissaria ai Trasporti. Rumena, del Ppe, è eurodeputata dal 2007. Ha sostituito la socialista Rovana Plumb ed è passata alla prima audizione.

HELENA DALLI – Commissaria all’Uguaglianza. Maltese, socialista, considerata la paladina dei diritti della comunità Lgbti maltese, da ministra ha ottenuto la soppressione nell’arcipelago delle “terapie” di conversione per gli omosessuali.

THIERRY BRETON – Commissario all’Industria, al Mercato Interno e alla Difesa. Già professore alla Harvard Business School e Pdg di Atos, colosso del digitale, ha diretto colossi come France Télécom e Thomson ed è stato ministro delle Finanze. Sostituisce Sylvie Goulard: è passato alla prima audizione, dopo aver venduto tutte le sue azioni e lasciato tutte le cariche.

YLVA JOHANSSON – Commissaria agli Affari Interni. Svedese di Stoccolma, socialdemocratica, professoressa di Matematica e Fisica, è stata più volte ministra in patria.

JANEZ LENARCIC – Commissario alla gestione delle crisi. Sloveno, indipendente, è un diplomatico di carriera.

JUTTA URPILAINEN – Commissaria ai Partenariati Internazionali. Socialista, finlandese, è stata la prima segretaria del Partito socialdemocratico finnico, dal 2008 al 2014.

KADRI SIMSON – Commissaria all’Energia. Estone, liberale, ha studiato a Londra. E’ stata parlamentare e ministra in patria.

VIRGINIJUS SINKEVICIUS – Commissario all’Ambiente, Oceani e Pesca. Lituano, 28 anni, ecologista, è l’enfant prodige della Commissione von der Leyen: è diventato ministro dell’Economia e dell’Innovazione a soli 26 anni.

Adnkronos

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