La guerra Ue agli elettrodomestici ad alto consumo: così le bollette possono calare di 150 euro all’anno

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Nuovi frigoriferi, lavatrici, tv e lavastoviglie taglia-consumi in arrivo nell’Unione europea. I nuovi apparecchi che entreranno nelle nostre case saranno meno energivori. Ciò alleggerirà le bollette di 150 euro l’anno. Inoltre, in caso di guasto, saranno aggiustati in fretta con pezzi di ricambio sempre disponibili per almeno 7 o 10 anni. Le riparazioni, svolte da tecnici qualificati e secondo standard europei, dovranno assicurarne la durata – prolungata – in vita. Le novità provengono dal pacchetto ‘Ecodesign’, una serie di regolamenti adottati dalla Commissione Ue a ottobre, che a breve saranno pubblicati nella Gazzetta ufficiale europea per poi entrare in vigore entro 20 giorni.

Le novità

I dieci regolamenti rientrano tra le ‘misure di esecuzione’ della Direttiva 2009/125/CE sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia. Le norme si applicheranno solo ai prodotti venduti sul mercato europeo, a prescindere da dove sono stati costruiti. Tra gli elettrodomestici interessati ci sono frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie. Ma anche display elettronici (compresi quelli dei televisori). E poi ancora: frigoriferi con funzione di vendita diretta, ad esempio congelatori dei supermercati e distributori automatici di bevande fredde. Infine sorgenti luminose e alimentatori, motori elettrici, trasformatori e attrezzature per saldatura.

Per la prima volta le misure comprendono requisiti di riparabilità degli apparecchi. Cosa significa? Per legge i pezzi di ricambio dovranno essere disponibili per molti anni dopo l’acquisto. Almeno 7 per i frigoriferi e 10 per le guarnizioni delle porte. Un minimo di 10 anni anche per lavatrici, lavastoviglie e lavasciuga domestiche. I produttori saranno tenuti ad assicurare la consegna dei ricambi entro 15 giorni lavorativi dalla richiesta. Inoltre, i pezzi sostitutivi dovranno potersi montare con utensili facili da reperire e senza arrecare danni permanenti all’apparecchio. Non tutti però potranno ‘metter mani’ agli elettrodomestici. Le aziende saranno obbligate a comunicare le istruzioni per aggiustare solo a centri di riparazione professionali.

Si tratta di una grande rivoluzione. Per la prima volta l’Ue punta ad allungare, già in fase di progettazione, la durata di vita degli elettrodomestici e combattere la cosiddetta ‘obsolescenza programmata’. Si chiama così il fenomeno in base al quale i produttori inducono la sostituzione anticipata di un bene, fissandone in fase di costruzione il futuro guasto e la relativa inevitabile rottamazione, entro una data scadenza. I nuovi requisiti incideranno anche sull’aggiornamento dei prodotti, la loro riciclabilità e la gestione dei rifiuti.

Il portafogli (e l’ambiente) ringraziano

Gli apparecchi dall’ecodesign intelligente saranno sempre più efficienti e green. “Queste misure possono consentire alle famiglie di mettere da parte in media 150 euro l’anno. Con un risparmio energetico stimato di 167 TWh ogni anno, entro il 2030, pari al consumo di energia annuale della Danimarca” spiega il vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen. “Inoltre, le emissioni di CO2 si ridurranno di oltre 46 milioni di tonnellate”.

Le nuove norme riguardano anche l’acqua. Le lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie sfrutteranno al massimo l’acqua di ciascun ciclo. Questo permetterà di ottenere, entro il 2030, un risparmio idrico di 711 milioni di metri cubi l’anno. I nuovi requisiti di progettazione ecocompatibile vanno di pari passo con le nuove etichette energetiche. Leggendole i consumatori europei possono riconoscere i prodotti più performanti. L’etichetta energetica – secondo un recente sondaggio dell’Eurobarometro – è riconosciuta dal 93% degli europei e il 79% ne è stato influenzato al momento dell’acquisto.

Erika Tomasicchio, Repubblica.it

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