Brutto semestre per Bio-on, la perdita è più che triplicata

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Bio-on, società attiva nel settore delle bioplastiche PHAs e della nuova chimica verde ha chiuso il primo semestre con una perdita più che triplicata da 2,96 a 10,14 milioni di euro. Il totale dei ricavi è pari a 917.000 euro, di cui 767.000 realizzati con terzi, rispetto ad un totale ricavi del primo semestre 2018 pari a 6,123 milioni. L’Ebitda risulta negativo per 4,94 milioni di euro (era negativo per 2,37 milioni nello stesso periodo 2018).  La diminuzione dei ricavi nel semestre, si legge in una nota, “è dovuta alla scelta aziendale di rallentare nella prima parte dell’anno 2019 le attività di licensing nell’ottica di sviluppo dell’attività produttiva diretta, scelta con conseguenti implicazioni sulle attività di investimento e sviluppo”. Il patrimonio netto del gruppo si riduce di 10,3 milioni a 47,53 milioni di euro e la posizione finanziaria netta complessiva al 30/06/2019 è negativa per 41 milioni (-82%) a causa, spiega la nota, “del completamento dell’impianto produttivo di Castel San Pietro Terme e alle attività di sviluppo di nuove tecnologie su settori mass market e su settori applicativi avanzati”.
La società ha stipulato un contratto di licenza esclusiva dei diritti di sfruttamento produttivo e commerciale della tecnologia PHA nel settore beverage, della durata di 30 anni, a fronte di un corrispettivo pari a 10 milioni di euro da pagarsi in due tranche, una entro la fine del 2019 (pari a 1 milione) e una entro la fine del 2020 (pari a 9 milioni). Il contratto prevede anche il diritto esclusivo di Bio-on di fornire il PHA necessario per realizzare i prodotti per il settore beverage e running royalty del 2% sul fatturato dei prodotti – realizzati con la tecnologia Bio-on – venduti a livello mondiale. Il 30 settembre, Bio-on e il partner finanziario hanno sottoscritto e versato gli aumenti di capitale deliberati dalle joint-venture nel settore cosmetico e dell’oral care, Aldia S.p.A. e Liphe S.p.A., e queste hanno pagato l’entry fee prevista dai contratti di concessione in licenza della tecnologia stipulati con Bio-on S.p.A. per un ricavo proveniente da terzi pari a complessivi 1,6 milioni di euro.
Sono in corso numerose altre trattative che hanno a oggetto fornitura del prodotto PHA, licenze di concessione di tecnologia (sia con riferimento alla costruzione di impianti produttivi di PHA sia con riferimento ad applicazioni del PHA per prodotti finiti) e joint-venture che la Società confida di poter concludere entro la fine del corrente esercizio. Le trattative stanno purtroppo scontando un forte rallentamento a causa dell’effetto sul mercato dei clienti e dei fornitori dell’attacco di luglio scorso da parte di QCM circa la bontà della tecnologia sviluppata dalla Società e della capacità della stessa di concretizzarne la relativa fruibilità.

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