Ora Salvini sfida l’Europa sul debito: “Sforeremo, l’austerity è finita ieri”

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«Luigi è ripartito con il piede sbagliato». In pubblico Matteo Salvini usa il fioretto, si comporta con la pazienza e la moderazione di chi è leader del primo partito italiano e non mette in crisi il governo. L’unica punzecchiatura gli scappa a Porta a Porta: «Io sono leale ma se invece di ripartire, ricominciano le polemiche, con Di Battista che mi attacca…».

Per la verità ci vuole provare veramente a tenere in piedi la baracca, ma il suo alleato alla prima uscita dopo il tonfo elettorale di domenica alle Europee sembra non abbia ancora imparato la lezione. Così osservano i leghisti facendo riferimento alle parole del vicepremier grillino che sulle autonomie regionali tiene ancora alto il muro. Di Maio sostiene che farà da «argine» a quello che non va bene, tutelerà il contratto di governo da «idee a volte estreme, che a volte possono favorire i privilegi, e da comportamenti che possono favorire l’illegalità». Il caso di Armando Siri? Rifarebbe tutto. Salvini invece ieri ha ricordato Siri, ha detto che lo ha chiamato, lo ha ringraziato per avere scritto la proposta sulla flat tax, proposta che sarà tra i primi punti che i vincitori di domenica metteranno sul tavolo del premier Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia Giovanni Tria.

Al Consiglio dei ministri di domani dovrebbe essere approvato il decreto sicurezza, in quello della prossima settimana Salvini vorrebbe portare l’autonomia regionale. Si comincerà a misurare nel concreto il peso elettorale della Lega, a profilarsi l’egemonia di Salvini. «Sempre con il sorriso e le buone maniere», dice il ministro dell’Interno che sa quanto sia debole Di Maio.

Ma è l’agenda economica in cima ai suoi pensieri, quella flat tax che poi non sarà una tassa piatta e unica, ma saranno più aliquote accorpate con l’effetto di diminuire comunque la pressione fiscale. Su questo M5S è d’accordo. La battaglia però si giocherà con l’Europa, con Bruxelles dopo il voto di domenica. Salvini pensa di ottenere sconti, che si possa evitare di aumentare l’Iva (23 miliardi) e concentrarsi sulla riforma fiscale. A Bruxelles, questa commissione uscente e presumibilmente quella entrante, non cambierà molto l’atteggiamento nei confronti dell’Italia con il suo enorme debito pubblico.

A Roma attendono una lettera in cui si sottolinea proprio questa montagna di debito e si richiama l’Italia a non farsi venire strane idee. Salvini però ricorda «l’impegno preso con gli italiani per cambiare gli equilibri in Europa e le politiche di bilancio europee, a maggior ragione se è in dirittura d’arrivo un’altra lettera». Il leader leghista ha spiegato di non vedere l’ora di conoscerne i contenuti. «Con garbo risponderemo anche in base al consenso popolare dicendo che l’Europa della precarietà e della disoccupazione per noi si è chiusa ieri. Ora si apre un’altra stagione». Con quali voti in Europa e con quale gruppo possa aprire una nuova stagione non è dato saperlo, dato che i sovranisti suoi alleati nel Parlamento europeo si sono fermati al 7,7%. Comunque, si va alla lotta, dentro e fuori il governo. Salvini vuole ridiscutere i parametri europei, bisogna vedere se anche Conte e Tria sono dello stesso avviso. E cosa ne pensa alla fine Di Maio che ha irritato molto Salvini con la sua prima uscita, senza un’autocritica, che continua a parlare della Lega come se fosse tollerante con i corrotti. È il terreno su cui in campagna elettorale si è rotto il rapporto personale. Sembra che i due non si siano ancora parlati. Di Maio ha mandato solo un sms a Salvini domenica notte per complimentarsi del successo elettorale. Potrebbero vedersi in questi giorni. Magari oggi stesso.

I leghisti dicono che Di Maio si comporta ancora con arroganza, ma presto dovrà scegliere se rimanere al governo o affrontare il rischio di elezioni anticipate. Salvini ha un cronoprogramma su fisco, autonomie, Tav, sblocca-cantieri, infrastrutture, riforma della giustizia. Entro giugno Di Maio dovrà dare una risposta. Ma già in questi giorni dovranno arrivare le risposte su autonomie e cantieri. Oggi il premier Conte incontrerà a Palazzo Chigi i relatori di Lega e 5 Stelle (Faggi e Santillo) al decreto sblocca-cantieri. Il Carroccio al Senato aveva presentato degli emendamenti per accelerare le procedure, con la nomina di commissari. Il ministro alle Infrastrutture li aveva bocciati tutti. Conte proverà a sbrogliare la matassa. Ma presto arriverà il caso del viceministro Edoardo Rixi: se ci sarà per una condanna in primo grado M5S chiederà le dimissioni. Salvini ha già fatto sapere che non se ne parla.

Amedeo La Mattina, La Stampa

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