Notre Dame, la Marsigliese sui campi di basket: le tifoserie italiane in rivolta

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Gran parte delle tifoserie organizzate hanno annunciato proteste contro la decisione della Fip di far suonare la Marsigliese, invece dell’inno di Mameli, prima delle gare di A1 e A2 di basket

Nonostante la Pasqua, sui campi di basket italiani si prevede un fine settimana di fuoco. E non per questioni strettamente legate allo sport.

Praticamente tutte le tifoserie organizzate, senza distinzioni di aree geografiche, sono sul piede di guerra per la decisione presa della Lega Basket, ed avallata dalla Federazione, di far suonare la Marsigliese al posto dell’inno di Mameli prima delle gare di A1 e A2 in segno di solidarietà con la Francia per quanto accaduto a Notre Dame.

Un dissenso trasversale, che travalica ogni rivalità storica, e diffuso su gran parte del territorio nazionale. Alcuni gruppi di supporter hanno annunciato l’intenzione di entrare nei palazzi sono al termine dell’inno francese. Altri, invece, al momento delle note della Marsigliese si volteranno di spalle.

Durissimo il comunicato degli Ultras Milano che chiedono di pensare prima all’Italia. “Con tutti i problemi del territorio nazionale in cui viviamo e soprattutto coi bisogni ancora insoddisfatti delle vittime e delle località italiane colpite da sismi e calamità, tutta questa patetica solidarietà per l’incidente che ha colpito la cattedrale francese ci pare solo l’ennesima dimostrazione dell’ipocrisia politica delle nostre istituzioni nazionali e sportive. Per questa ragione invitiamo tutti i tifosi milanesi in trasferta a Brescia a girarsi durante l’inno francese o quantomeno a replicare con quello italiano non appena terminerà quello transalpino”.

“Noi diciamo no! “No” alla buffonata dell’inno francese” è il messaggio diffuso dagli Eagles Cantù 1990. “Siamo sicuramente dispiaciuti per un edificio storico che è andato a fuoco, ma si tratta di danni strutturali e soprattutto di Nessuna vittima. Ci sono state tantissime occasioni per mostrare solidarietà a noi stessi, inteso popolo italiano, o a tragedie vere in altre parti del mondo. Quindi ribadiamo il nostro “no””.

I tifosi di Cantù, però, ci tengono a precisare che non sarà intrapresa nessuna azione di boicottaggio, come i fischi, per rispetto della sacralità dell’inno, qualunque esso sia.

Non meno tenera la presa di posizione della Curva Nord Trieste: “La questione dell’inno francese, la reputiamo una cazzata, ipocrita, fuori luogo e non opportuna; pertanto ci comporteremo con assoluta indifferenza perché la cosa nel contesto specifico non ci riguarda. Non attueremo alcuna manifestazione di disturbo ma una totale indifferenza”.

Il Nucleo Biancorosso Pesaro, invece, afferma di apprendere con sdegno della decisione congiunta di Lega Basket e Fip di suonare l’inno francese alla prossima giornata di campionato.

“Dopo un’ampia valutazione legata alla dinamica dei fatti, il Nucleo Biancorosso invita l’intero PUBBLICO DI PESARO a presentarsi al palazzo con BANDIERE TRICOLORI (ognuno la sua) che faremo SVENTOLARE durante l’inno stesso, l’esecuzione del quale ci vedrà rigorosamente GIRATI DI SCHIENA. Senza entrare in ulteriori inutili precisazioni sul perché della scelta invitiamo tutto il pubblico di Pesaro a collaborare con la curva e a sostenere la nostra Vuelle, come sempre, durante ed oltre i 40 minuti”.

Dal sud si alza forte la voce della “Curva Sud Brindisi” che non condivide per nulla la scelta della Fip. “Pur essendo dispiaciuti per quanto accaduto alla cattedrale di “Notre Dame” che, per fortuna, non ha causato vittime, riteniamo tale scelta IRRISPETTOSA verso le tante tragedie consumatesi nel nostro Paese che non hanno “MAI” incontrato la stessa sensibilità. Non fischieremo l’inno transalpino ma chiediamo ai nostri tifosi presenti sabato al PalaRadi di Cremona di entrare nel palazzetto solo al termine del predetto intonando il nostro inno Nazionale”.

Gabriele Laganà, il Giornale

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