Lo spreco alimentare si combatte (anche) con lo smartphone

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Ogni secondo che passa, gli italiani buttano via 500 euro di cibo sprecato. Sono 15 miliardi di euro l’anno (0,9% del Pil), oltre 10 milioni di tonnellate di prodotti – spesso – ancora buoni. A livello globale i numeri sono impressionati: finiscono nella pattumiera 1,3 miliardi di tonnellate di cibo. Come a dire che se gli sprechi alimentari fossero un paese, sarebbero il terzo più grande produttore di gas serra, considerando anche tutte le risorse necessarie per produrlo. Tradotto: per salvare l’ambiente dobbiamo cambiare il nostro modo di consumare.

Too good to go è l’app danese nata per combattere lo spreco alimentare e adesso, dopo aver superato la soglia critica degli 8 milioni di utenti in 9 nove Paesi europei, debutta anche in Italia. L’obiettivo è permettere a bar, ristoranti, forni, pasticcerie, supermercati ed hotel di recuperare e vendere online il cibo invenduto “troppo buono per essere buttato”.

“Non è un app che farà ricco qualcuno, ma uno strumento per costruire un mondo migliore. Per ridurre lo spreco e migliorare le nostre vite. I nostri utenti sono attivisti, credono in quello che fanno” dice Eugenio Sapora, l’ingegnere a capo di Too good to go in Italia e già fondatore della start up Alveare che ha l’obiettivo di creare una rete di gruppi d’acquisto e permettere a chiunque di accedere in modo economico a prodotti locali. Di certo, utilizzare l’app è una scelta di vita. Perché, prima di tutto, bisogna cambiare il proprio approccio al cibo: serve prendere consapevolezza che i cibi da “consumarsi preferibilmente entro” sono ancora buoni dopo la data di scadenza, ma serve anche capacità di adattamento.

I ristoratori e i commercianti di prodotti freschi iscritti all’applicazione mettono in vendita le Magic Box, scatole con una selezione a sorpresa di prodotti freschi rimasti invenduti a fine giornata e destinati al macero. I consumatori, invece, possono acquistare attraverso l’app le prodotti a un prezzo compreso tra i 2 e i 6 euro: una cifra pari al 30% del prezzo di listino dei freschi. “Ogni Magic Box acquistata – prosegue Sapora – permette di evitare l’emissione di 2 kg di Co2: basta geolocalizzarsi e cercare i locali aderenti, ordinare la propria Magic Box, pagarla tramite l’app e andarla a ritirare nella fascia oraria specificata per scoprire cosa c’è dentro”.

Inoltre, per limitare l’uso di imballaggi, i negozi aderenti a Too Good To Go incoraggeranno i clienti stessi a portare da casa contenitori e sacchetti propri. L’obiettivo dichiarato dalla start up “è creare la più grande rete antispreco in Italia”: dalla nascita nel 2015 sono state acquistate 11 milioni di Magic Box in Europa. Per il momento il servizio è attivo solo a Milano, ma presto arriverà anche a Torino: tra i primi punti vendita i ristoranti biologici EXKi e i negozi Carrefour Italia,  ma ci sono anche diversi bar e caffè.

“Too Good To Go è nato dalla semplice intenzione di risolvere il problema quotidiano dello spreco di cibo, che ha delle ripercussioni importanti dal punto di vista sociale, economico e ambientale. L’app offre a ciascuno di noi l’opportunità di impegnarsi nella lotta agli sprechi, permettendo ai ristoratori di conquistare nuovi clienti e ai consumatori di provare nuovi prodotti a prezzi minimi”, sottolinea Mette Lykke, CEO di Too Good To Go. La ricetta è vincente per tutti: l’app prende una commissione di 1,19 euro per ogni Magic Box acquistata; i negozi recuperano qualcosa da cibo che sarebbe finito al macero e i consumatori fanno la spesa per la cena (o il pranzo del giorno dopo) con un risparmio notevole. A goderne, alla fine, sarà l’ambiente, se riusciremo a cambiare le abitudini di consumo riducendo sempre di più gli sprechi inutili.

Giuliano Balestreri, Business Insider Italia

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