Il senatore Giro (Forza Italia) commenta la bocciatura del piano industriale di Enav: “Finalmente un sussulto da Toninelli!”

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Il senatore di Forza Italia, Francesco Giro, ha commentato la bocciatura del piano industriale di Enav da parte del ministero dei trasporti: “Finalmente dopo mesi di assoluta inerzia e di colpevole silenzio sui gravi problemi che incombono su Enav e sul suo personale, a causa di un Piano Industriale pericoloso, qualcosa si sta muovendo. Ieri le sigle sindacali hanno ricevuto un segnale di vita dal ministro Toninelli, che per la prima volta dalla sua nomina pronuncia la parola Enav e inizia a rendersi conto che l’Ente che controlla la sicurezza dei nostri voli non può essere considerato solo come un limone da spremere per pagare stipendi stellari ai manager e distribuire ricchi dividendi ai suoi azionisti privati, ma sopratutto pubblici, visto che l’azienda è in mano dello Stato per oltre il 53%. Ci sono voluti più di sei mesi di proteste, avarie ai radar e di ripetuti annunci di scioperi per avere un cenno da Toninelli che non ha ancora risposto alle decine di interrogazioni parlamentari chiuse nei cassetti del suo gabinetto al Ministero. E ora chi paga gli effetti di questo ritardo? C’è danno erariale? La Corte dei Conti ha qualcosa da dire o dorme sonni profondissimi dopo aver raccontato nelle sue inutili e retoriche Relazioni su Enav cose mirabolanti su un piano industriale che ora il Ministero ha di fatto bloccato e gettato nel cestino? Un Piano industriale di Enav deliberato addirittura un anno fa al cospetto degli azionisti ! Un piano assurdo che mortifica la professionalità dei dipendenti, ostacola gli investimenti, non garantisce la sicurezza dei nostri voli e pensa solo ad arricchire i già cospicui dividendi in borsa . Se hanno bloccato il piano industriale, fatto mai accaduto prima, vuol dire che anche Toninelli ha questo sospetto. Il Ministro adesso non perda tempo e raggiunga una intesa con i sindacati Enav! Nel frattempo consiglierei all’AD dell azienda Roberta Neri di presentare, non foss’altro per garbo istituzionale, le proprie dimissioni al suo azionista di maggioranza e di riferimento, lo Stato, che sono tutti i cittadini (vero Toninelli ?) . Dopo mesi di sordità ai richiami del sindacato e dei suoi lavoratori è il minimo che possa fare insieme a un componente del gabinetto del Ministro incredibilmente membro del cda di Enav da 2 mandati. Anche perché, ripeto, chi paga il danno economico prodotto da un anno di tira e molla? Mica stiamo parlando di pinzillacchere, ma di una grande azienda gestita con una buona dose di irresponsabilità. Ora chi paga in euro?”.

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