Ultime sulla Tav. Salvini: “Bizzarro che la Francia abbia l’analisi e io no”

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Salvini è pronto a querelare chi parla di voto di scambio Tav-Diciotti e critica la consegna ai francesi dell’analisi costi-benefici della Tav prima di renderla nota ai partner di governo. “Il prossimo che ne parla lo querelo” ha risposto parlando di possibili scambi con il M5s tra il voto sull’autorizzazione a procedere e il via libera alla Tav. “La Tav come altre opere – ha detto ancora Salvini – secondo me servono. Non siamo al mercatino dove io ti do questo e mi dai quello. Come con le figurine Panini – ha concluso il ministro – mi dai Altobelli e ti do Beccalossi…”.

E sull’analisi costi-benefici della Tav, da Terni osserva: “Io, da  vicepresidente del Consiglio che rappresenta gli italiani non ho  l’esame costi-benefici della Tav ma pare che ce l’abbiano a Parigi. Questo è abbastanza bizzarro…”.  Non tarda la risposta del Ministero dei Trasporti e delle infrastrutture. L’analisi costi benefici sul Tav Torino-Lione “viene preliminarmente condivisa con gli interlocutori diretti rispetto al progetto, che è regolato da un trattato internazionale, ossia Francia in prima battuta e Commissione Ue subito dopo. Successivamente e a strettissimo giro verrà condivisa in seno ai due contraenti del patto di Governo”. Lo precisano fonti del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, aggiungendo che “M5S e Lega sono in perfetta simmetria informativa sul dossier”.

Ieri l’analisi costi-benefici sulla Tav è stata consegnata alla Francia.  Al momento “non sono state prese decisioni e non ci sono novità”, precisa all’ANSA Francesco Ramella, membro della commissione che si è occupata dell’analisi. “Sono a Roma, al ministero, e non in gita scolastica, a definire quello che dobbiamo raccontare a Bruxelles”, si limita ad aggiungere l’ingegnere, esperto di trasporti e docente dell’Università di Torino che ha lavorato al dossier con Marco Ponti.

Si scatena il dibattito politico. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri sottolinea che è ‘offensivo che la valutazione sulla Tav, dal governo sia stata affidata prima alle autorità francesi che non al dibattito istituzionale italiano. Il Parlamento di Roma non conta, si rende omaggio all’ambasciata francese. Una modalità sconcertante, offensiva, da vassalli“.  “Peraltro, – aggiunge – ricordiamo che è il Parlamento italiano che deve decidere, perché ci sono norme che hanno valore di legge che ci impegnano a realizzare l’opera. E solo un voto uguale e contrario abrogativo del Parlamento potrebbe risolvere il problema. Non ci sono vie d’uscita. A parte le valutazioni di merito che vedono Forza Italia fortemente favorevole alla Tav, che non serve per andare da Torino a Lione ma per collegare in maniera trasversale da ovest ad est l’Europa, le modalità utilizzate dal governo sono provocatorie e inaccettabili. Questo ulteriore atto dimostra ancora di più la mancanza di senso istituzionale e il disprezzo per il Parlamento e la democrazia di questo esecutivo”.

ANSA

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