Se Greta vuol farci vergognare di prendere l’aereo perché inquina

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In Svezia sta prendendo piede la moda del “flygskam”, letteralmente la “vergogna per l’aereo”. È in aumento il numero di persone che decidono di non volare più preferendo spostarsi in treno

Cosa c’è di meglio che prendere l’aereo? È un mezzo di trasporto veloce e relativamente economico, con cui andare in ogni parte del mondo.
Chiaro, ha una controindicazione: inquina, come tutte le attività svolte ogni santo giorno dagli esseri umani. È per questo che in Svezia – patria dell’attivismo ecologista tanto di moda di questi tempi grazie al successo dell’ambientalismo un tanto al chilo di Greta Thunberg – sta prendendo sempre più piede una battaglia contro l’uso dell’aereo e a favore del treno. Si chiama “flygskam“, tradotto letteralmente come “vergogna di volare”. Vergogna per l’impatto negativo che l’aereo produce sull’ambiente.

Sono decine, centinaia gli svedesi che ogni giorno condividono sui social le immagini di loro in treno, accompagnate dall’hashtag #flygskam. Si sentono utili, appaiono sinceramente convinti che avrebbe il loro apporto alla salvaguardia del pianeta. Peccato che le emissioni derivanti dal traffico aereo, come riporta forbes.com, incidano solo per il 3 per cento di quelle complessivamente prodotte dall’Unione Europea. Ma loro vanno avanti lo stesso, convinti che boicottare le compagnie aeree sia uno strumento decisivo per contrastare i cambiamenti climatici. Per carità, il treno inquina meno dell’aereo. Racconta Il Post che viaggiare in aereo tra Zurigo e Milano comporta l’emissione di 104 chilogrammi di anidride carbonica per passeggero, contro i soli 3 kg del treno.

Gli svedesi sono all’avanguardia in Europa in questa battaglia per il clima. Secondo il Wwf, quasi uno svedese su quattro ha rinunciato a viaggiare in aereo nell’ultimo anno e quasi uno su cinque ha scelto di viaggiare in treno anziché in aereo per raggiungere la propria destinazione. La “flygskam” è sempre più diffusa nel Paese scandinavo e a farle da contraltare c’è la “tagskryt“, altro neologismo che si potrebbe tradurre come “vantarsi di andare in treno”, oltre alla “smygflyga” (“volare in segreto”). Anche Greta Thunberg ha lasciato perdere l’aereo e per i suoi spostamenti in giro per l’Europa al fine di sensibilizzare giovani e meno giovani sulla necessità di scioperare per il clima, usa il treno. Salvo farsi fotografare nel momento in cui mangia cibo fuori stagione e confezionato nella plastica. Solito discorso del predicare bene e razzolare male. Chissà se lo fanno anche gli svedesi…

Gianni Carotenuto, ilGiornale.it