Pernigotti, Sperlari in campo per il salvataggio. Domani l’incontro Conte-Toksoz

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Lunedì probabile faccia a faccia con la proprietà turca, intenzionata a chiudere lo stabilimento di Novi Ligure. Voci di trattativa per il marchio da parte dell’azienda cremonese celebre per torroni e caramelle. Il sindaco della cittadina piemontese: “Non ho conferme, ma spero siano notizie vere”

Si apre un doppio spiraglio per Pernigotti. Oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dovrebbe incontrare i vertici di Toksoz, la società turca proprietaria del marchio che ha deciso la chiusura dello storico stabilimento di Novi Ligure, mentre alla vigilia di questo faccia  faccia si fa strada l’ipotesi di un’offerta da parte di Sperlari, secondo quanto anticipato oggi dal Corriere della Sera. “Non ho comunicazioni ufficiali, ma mi auguro si tratti di notizie vere – ha commentato il sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere – sia quella sull’incontro tra il premier Conte e i fratelli Toksoz, sia l’interesse della Sperlari, l’ennesimo nome uscito in queste difficili settimane, ad acquisire marchio e stabilimento Pernigotti”. “Lancio un appello ai concittadini per la marcia del primo dicembre – ha aggiunto il sindaco Muliere -: è necessaria la partecipazione di tutti, un impegno che ogni novese deve assumersi per dimostrare vicinanza e attenzione a una situazione che non riguarda solo i lavoratori, ma un pezzo della nostra storia”. Sperlari, altro storico marchio dolciario italiano famoso per torroni e caramelle, è dal 2017 in mano ai tedeschi di Katjes International. La societa ha sede a Cremona e dà lavoro a 402 dipendenti, con un fatturato di circa 120 milioni di euro, più del doppio di Pernigotti, e possiede a sua volta marchi storici come Saila, Galatine e Dietorelle. Secondo quanto ricostruito dal Corriere la trattativa sarebbe stata avviata dalla Sperlari Srl, non la capogruppo tedesca, e riguarderebbe non solo la cessione del marchio ma anche l’acquisto dello stabilimento piemontese, con il mantenimento degli attuali livelli occupazionali.

La Repubblica

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