Paolo Savona: il cigno nero è nelle fake news

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Il Ministro ha ricevuto il Premio Socrate 2018 ideato da Cesare Lanza

«Il cigno nero si nasconde nelle fake news: io ho lavorato in questo ultimo mese con pazienza per sostituire alla mia delegittimazione a mezzo stampa una legittimazione a mezzo democrazia»: il ministro Paolo Savona, ricevendo il premio Socrate 2018 ideato dal giornalista e scrittore Cesare Lanza, ha regalato al pubblico romano della Residenza di Ripetta quella che Gianni Letta definirà come «una splendida lezione di giornalismo». Savona è stato sollecitato dalla domanda di Lanza: «Ma chi ci dovrebbe cacciare dall’Europa? Perché io non l’ho capito bene, ho qualche idea ma non voglio fare brutta figura». E il ministro prima svela che «accettando il premio, nell’incontro che avevamo avuto, gli ho dato con una certa reticenza la mia adesione, il mio è un omaggio a un giornalista la cui storia è un misto di cultura e di professionalità che ha lasciato traccia nella storia del giornalismo italiano». Quindi spiega cosa sta succedendo: «La calunnia è un venticello che passa di bocca in bocca. Rossini rappresenta perfettamente la situazione di oggi. Mi sorprende che ci è caduto anche Moscovici, il quale aveva la possibilità di leggere il mio intervento in Senato: lui con grande stile ha detto che ha accolto con flemma le mie dichiarazioni. No: ha accolto con flemma le dichiarazioni dei giornalisti che si sono susseguite, e questo comincia a farmi preoccupare». Per il ministro, «la dichiarazione del Corriere online, e questo mi ha sconvolto per il simbolo che il Corriere ha sempre rappresentato, « Savona propone di uscire dall’euro a borse aperte», fino al punto di configurare l’aggiotaggio, mi ha fatto preoccupare. Ma la borsa non ha assolutamente reagito, lo spread era a 237, è andato a 238, vuol dire che la borsa si è resa indipendente da questi tipi di dichiarazioni. Però una conclusione la devo trarre: per fortuna è andato bene, ma il cigno nero può nascondersi anche in una fake news». Per Savona bisogna prendere la parola solo quando si è certi di «rappresentare le idee del governo. La democrazia, giusto o sbagliato che sia, avanza delle istanze, prende la maggioranza, e qui arriva il trilemma posto da Dani Rodrik, l’economista turco che in The Globalization Paradox dice che se volete la globalizzazione dovete rinunciare alla democrazia, e che poi si è corretto dicendo che se volete tenervi la democrazia dovete rinunciare al mercato globale, che probabilmente è quello che sta succedendo». Dobbiamo, per Savona, «riuscire a mantenere in equilibrio la democrazia, lo stato e il mercato: serve per questo un’azione didattica molto forte, infatti al primo punto del programma che ho proposto c’è la creazione di una scuola europea di ogni ordine e grado. Probabilmente in venti anni riusciamo a costruire l’Europa, oggi con questa situazione l’Europa non riusciamo a costruirla».

Gianfranco Ferroni, Italia oggi

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