La nave Lifeline senza approdo: “Chiediamo di attraccare in Francia”

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Il responsabile dell’ong che sta trasportando 300 migranti scrive anche a Madrid: «Aiutateci, il cibo sta scarseggiando, dateci una soluzione umanitaria»

«Siamo stati rifiutati da Germania, Olanda, Italia. Oggi chiederemo alla Francia di accoglierci». Lo ha dichiarato alla radio francese Rtl Axel Steier, rappresentante dell’Ong Lifeline che da giorni noleggia la nave carica di migranti in attesa della possibilità di attraccare.
«Se non abbiamo risposta – ha detto Steier – lasceremo Malta per andare verso il Nord, Spagna o Francia». Anche per la ong tedesca, con a bordo 230 migranti nel Mediterraneo centrale, non c’è certezza. Si continua a navigare di rifiuto in rifiuto. Dopo essere stata respinta sia dall’Italia sia da Malta, i responsabili hanno scritto una lettera al governo spagnolo venerdì scorso per chiedere aiuto.
La mail, come spiega il fondatore Steier, è stata inviata al ministero degli Esteri, all’Unità di Crisi e a uno degli assistenti dell’eurodeputato socialista Juan Fernando López Aguilar e ancora non è arrivata una risposta. Nel messaggio si ringrazia la Spagna come «unico Stato europeo» che si è assunto la responsabilità in questa crisi umanitaria, ma si fa presente che l’imbarcazione non potrebbe raggiungere, come ha fatto l’Aquarius, le coste spagnole, perché troppo piccola.

Ma «Valencia non può essere considerata un’opzione per Lifeline», spiega Steier. Tuttavia, l’ong ha chiesto al governo spagnolo, in quanto «l’unico su cui si può contare in questo momento», di concedere visti umanitari «a causa dell’urgenza della situazione e dello stato di necessità in cui versano alcuni rifugiati». L’ong spera che il governo spagnolo «possa aiutare a trovare una soluzione umanitaria a questa situazione urgente per portare queste persone in un luogo sicuro». La situazione sulla nave Lifeline sta diventando preoccupante in quanto accoglie a bordo un numero di persone tre volte superiore alla capienza e comincia a scarseggiare il cibo, ha spiegato Steier.

La Stampa

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