Ecco dove nasceranno le nuove Fca

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Panda potrebbe restare a Pomigliano. Dal 2020 le elettriche del gruppo sul mercato

Il percorso di Fca per i prossimi quasi 5 anni è stato tracciato. E ora, dalla slide e dai buoni propositi, occorrerà necessariamente accelerare per passare ai fatti.
Il successore di Sergio Marchionne, quando nei primi mesi del 2019 riceverà il delicato testimone, dovrà iniziare a lavorare su fatti concreti. Gli investimenti programmati (45 miliardi di euro, dei quali 9 destinati all’elettrificazione dei modelli) dovranno infatti essere già partiti. Se in passato i piani industriali presentati sono stati in parte disattesi, quello illustrato l’1 giugno al Centro prove Fca di Balocco, rappresenta per il gruppo che fa capo alla Exor di John Elkann la vera prova del nove.

Fca si è mossa in ritardo sulla strategia di elettrificazione, e ora è costretta a recuperare rapidamente il pesante gap che divide il gruppo dai concorrenti premium, ma anche da quelli generalisti. Solo Volkswagen Group, a esempio, ha già annunciato che dal 2019 sarà lanciato un nuovo veicolo elettrico ogni mese, mentre entro il 2022 saliranno a 16 le fabbriche preposte alla produzione di questi automezzi. Il fatto, poi, che Tim Kuniskis, al volante di Alfa Romeo e Maserati, abbia lanciato fin da ora la sfida a due Case, Porsche (galassia Vw) e Tesla, non di poco conto, rende il lavoro ancora più impegnativo. «Su tutti i nuovi modelli Maserati saranno montati motori Ferrari – ha puntualizzato Kuniskis -; a molti di voi sembrerà che prendiamo di mira Porsche e Tesla, ed è proprio così: porteremo al mercato qualcosa che nessuno può fare con una partnership esclusiva».

Alcuni media americani, il giorno dopo l’Investor Day, si chiedono intanto se valga ancora la pena mantenere per il gruppo la denominazione Fiat Chrysler Automobiles, visto che proprio i due marchi in oggetto, Fiat e Chrysler, risultano chiaramente ridimensionati, assumendo per il futuro un ruolo più «regionale». Sarà accolta l’osservazione? Resterà questa denominazione, in segno di rispetto alle due iconiche Case automobilistiche, o magari si opterà per un più realistico, a esempio, Jeep Global Group (Jgg)?

Marchionne, da parte sua, incassa il primo complimento dal neo ministro allo Sviluppo e al Lavoro, Luigi Di Maio: «Mi ha fatto piacere – dice il pentastellato – sapere che saranno investiti da Fca diversi miliardi nell’auto elettrica. Possiamo così lavorare a quel milione di vetture elettriche che ci eravamo posti come obiettivo».

Solo dopo l’estate, intanto, Marchionne farà sapere in quali stabilimenti italiani saranno prodotti parte dei 25 nuovi modelli messi in cantiere. Nella cartina che pubblichiamo, abbiamo immaginato le destinazioni delle novità, accanto ai veicoli già in produzione, nei vari impianti. Secondo indiscrezioni, a Pomigliano d’Arco, insieme alle novità in arrivo (500 elettrica e Giardiniera? Jeep compatta?), dovrebbe continuare la produzione della Fiat Panda. Interessante.

Lo storico stabilimento Maserati di Modena sarebbe invece dedicato alla nuova Alfa Romeo 8C e alla supercar Alfieri del Tridente. Sarà interessante anche capire come i siti che producono motori (Pratola Serra, nell’Avellinese, e Termoli, in provincia di Campobasso) rientreranno nei piani di elettrificazioni previsti, in particolare il primo, specializzato in quei propulsori diesel dei quali la produzione sarà via via ridotta. La Vm di Cento (Ferrara) dovrebbe continuare a sfornare i propulsori diesel per i furgoni e i pick-up.

Mark Chernoby, chief technical compliance officer di Fca, ha invece dettato i tempi dei lanci dei modelli 100% elettrici: Fiat 500e (e Giardiniera) e Maserati Alfieri nel 2020, Jeep Grand Commander (2021) e Maserati Quattroporte (2022).

Chrysler Pacifica Hybrid a parte, venduta dal 2017 negli Stati Uniti, la gamma con motori nelle varie tipologie ibride sarà proposta dal 2020: Fiat 500; Jeep Renegade, Grand Cherokee e Wrangler; Maserati Alfieri. A precedere tutti, già quest’anno, è il pick-up Ram 1500.

Pierluigi Bonora, Il Giornale.it

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