Borse positive nonostante il fallimento del G7. Si allenta la tensione sull’Italia

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Milano in netto rialzo con le banche, lo spread tra Btp e Bund tedeschi scivola sotto 240 punti. Tokyo chiude in rialzo dello 0,5%

Il disastro diplomatico del G7 canadese, con il presidente Usa Donald Trump che ha attaccato tutti via Twitter, non ha pesato sull’umore degli investitori asiatici che guardano piuttosto all’imminente incontro tra l’inquilino della Casa Bianca e il nordcoreano Kim Jong-Un. Milano avvia gli scambi in netto rialzo con le banche a tirare il Ftse Mib al +2,2%: segnali di allentamento della tensione mentre si chiude lo spoglio per le elezioni comunali. Positive, ma meno spumeggianti, le altre Borse europee: Parigi +0,2%, Londra +0,3%.

Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,48% con il Nikkei, mentre l’indice Topix è salito dello 0,30%. Anche in Corea del Sud e a Hong Kong gli scambi sono stati leggermente positivi, mentre sui listini cinesi ha prevalso la debolezza e Sydney è rimasta chiusa. Wall Street riaprirà i battenti dopo una delle migliori settimane dell’anno, chiusa con il Dow Jones in guadagno complessivo del 2,8%.
Sul fronte valutario, a fare le spese delle sparate di Trump è stato il dollaro canadese che paga i livelli di tensione altissima tra i due Paesi. L’euro è in recupero e – nota Bloomberg – questo è dovuto anche alle professioni di fede euro-convinte che sono giunte dal nuovo vertice del Tesoro. Il cambio euro/dollaro sale di circa lo 0,3% a 1,1803 in apertura di giornata. Segnali di distensione anche dal fronte dello spread tra Btp e Bund tedeschi: il differenziale di rendimento apre in calo sensibile sotto 240 punti base, con i titoli decennali italiani che rendono poco meno del 2,9%. Si segnala il crollo delle valute virtuali dopo che una piattaforma di exchange sudcoreana ha subito tentativi di attacchi hacker.

In settimana la Federal Reserve dovrebbe annunciare il secondo rialzo dei tassi di quest’anno, mentre in seno al Direttorio della Bce si dovrebbe iniziare a ragionare su come uscire dal Quantitative easing. Anche la Banca del Giappone tiene il suo meeting, venerdì, ma non si aspettano cambi di politica monetaria (l’agenda della settimana: occhi su Draghi). Oggi, gli ordini dei macchinari in Giappone hanno registrato un rialzo destagionalizzato del 10,1% ad aprile, molto sopra le aspettative di un guadagno del 2,4%, dopo il calo del 3,9% di marzo. Dall’Istat si attendono i dati sulla produzione industriale.

I prezzi del petrolio sono poco mossi. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti salgono di 7 cent a 65,67 dollari e quelli sul Brent crescono di 3 cent a 6,49 dollari. Le trivellazioni negli Usa salgono di una unità a 862 unità, il livello più alto dal 2015.

Raffaele Ricciardi, Repubblica.it