Mediapro, la Lega rompe il contratto

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Agli spagnoli sette giorni per la fideiussione da 1,2 miliardi. O Sky torna in partita

Solo sette giorni di tempo per versare la fideiussione da 1,2 miliardi. Per Mediapro è l’unico modo per evitare la risoluzione del contratto che gli affida i diritti tv di Serie A del campionato italiano per i prossimi tre anni.
I presidenti dei club ieri, riuniti presso la Lega Calcio, hanno votato all’unanimità l’ultimatum agli spagnoli. Sposando la linea del commissario Giovanni Malagò, che ieri ha lasciato l’incarico dichiarando compiuta la missione, e del presidente designato Gaetano Miccichè, entrambi scettici sull’andare avanti con Mediapro.

Il gruppo iberico si era aggiudicato, lo scorso febbraio, i diritti tv per il prossimo triennio con una offerta di 1 miliardo e 50 milioni ma, in seguito allo stop deciso dal Tribunale di Milano su ricorso di Sky, non aveva versato la fideiussione necessaria a coprire l’investimento. Questo ha portato alla decisione dei presidenti di Serie A di rompere l’accordo con gli spagnoli. Anche se qualche garanzia alla fine era arrivata, ossia 186 milioni a titolo di caparra confirmatoria.

Non è un mistero che il grande avversario di Mediapro sia Sky Italia, che da anni offre ai suoi utenti della pay tv via satellite le partite di serie A. Mediapro voleva anche creare un canale tematico proprio, e su questo punto aveva raccolto l’appoggio del presidente del Torino, Urbano Cairo. Ma i tempi sono troppo stretti per portare avanti questa missione dato che il campionato ricomincia il 18 agosto.

Insomma, la scelta strategica di Mediapro, stoppata dal ricorso di Sky – che, a sua volta, ha fatto un contro-ricorso, il cui esito si conoscerà il 7 giugno – non è stata felice.

Quanto al destino dei diritti tv ci potrebbe essere un altro bando di gara ma, più probabilmente, visti i tempi ristretti, il campionato di calcio partirà il 19 di agosto, la Lega propenderà per una trattativa privata con Sky (che dovrebbe avere un contratto all’80 per cento in esclusiva) e Perform, pronte ad offrire intorno ai 950 milioni o forse più.

Resta poi alla finestra Mediaset, che è interessata ad avere i diritti per il digitale terrestre, senza però spendere, come ha sempre detto, cifre proibitive. Cui sui aggiunge Telecom Italia, che punta ad offrire il calcio sulla sua piattaforma tv online Tim Vision.

Tutto si dovrebbe chiudere nel giro di 15 giorni. I tempi stringono visto che anche i presidenti delle squadre attendono gli introiti degli anticipi sui diritti, che a quest’epoca negli anni scorsi avevano già incassato. Gaetano Micciché, che oltre ad essere numero uno della Lega è anche presidente di Banca Imi, ha molto appoggiato questa soluzione che riporta i diritti del calcio nelle mani di Sky.

La Lega intanto sta cercando uno sponsor per il campionato di Serie A, dato che Tim ha deciso di non rinnovare il contratto dopo essere stato sponsor per molti anni. Mentre Trenitalia è interessata solo alla Coppa Italia.

Durante l’assemblea, i club hanno eletto anche quattro consiglieri: il presidente dell’Atalanta Percassi, l’ad dell’Inter Antonello, quello del Milan Fassone e il vice presidente dell’Udinese Campoccia.

Maddalena Camera, Il Giornale.it