Le Pen esulta per Salvini: “Con lui al potere sogniamo il ritorno delle nazioni”

Share

La leader del Front festeggia l’ingresso al governo dell’alleato leghista. I populisti francesi puntano a riunire e rafforzare i sovranisti europei

Il successo dell’amico Matteo Salvini ci voleva proprio a Marine Le Pen. La zarina dell’estrema destra francese è ancora in difficoltà un anno dopo la sconfitta alle presidenziali (anche se negli ultimi tempi risale nei sondaggi), senza contare quell’invisibile presenza della popolarissima nipote Marion Maréchal (ha appena fatto fuori l’imbarazzante «Le Pen» dal cognome sui social network): ufficialmente si è ritirata dalla vita politica ma il suo come-back aleggia sul capo della zia. Ecco, Marine aveva bisogno di un nuovo slancio. Ci ha pensato Matteo.

Il tweet di esultanza

Ieri, mentre nella capitale italiana si concretizzava il governo frutto dell’alleanza 5 Stelle-Lega Nord, è scattato inesorabile il tweet di Le Pen: «Dopo l’Fpo in Austria, la Lega in Italia. I nostri alleati arrivano al potere e aprono prospettive sbalorditive, con il grande ritorno delle Nazioni». Nell’entourage della leader del Front National segnalano che la donna, che con Salvini ha creato un vero rapporto di amicizia in quel di Bruxelles, quando erano entrambi europarlamentari, sia ben decisa a sfruttare l’esempio italiano per recuperare credibilità agli occhi dell’opinione pubblica francese. Lei che ormai propugna nuove alleanze (con grandi difficoltà, perché praticamente nessuno vuole allearsi con lei, neanche gli esponenti più a destra dei Repubblicani, la formazione neogollista), vuole utilizzare l’Italia per dire: lo hanno fatto loro, possiamo farcela anche noi (sebbene con il sistema elettorale francese, sia molto più difficile). Sulla possibilità, però, di un avvicinamento alla France insoumise, formazione di una sinistra radicale e anti-sistema, a parte che il leader Jean-Luc Mélenchon è assolutamente opposto all’ipotesi, la stessa Le Pen l’ha definito «complicato, perché siamo divergenti su un tema importante come l’immigrazione».

Il ruolo dell’Italia

La presidente del Fn, che ha fatto fuori come ideologo e superconsigliere Florian Philippot (l’aveva portata verso la destra sociale e ha creato nel frattempo un altro partito, Les Patriotes), l’ha sostituito con Louis Aliot, suo compagno nella vita. Ebbene, nei giorni scorsi proprio lui era già intervenuto entusiasta sul «contratto di Governo» fra Salvini e Luigi Di Maio. «Sostanzialmente s’iscrive – aveva detto – nella linea che abbiamo sempre difeso». Aliot aveva citato le misure previste per l’immigrazione «che sono conseguenti, a differenza della legge sul tema voluta da Emmanuel Macron. E i due nuovi partner in Italia vogliono ridurre il debito pubblico e al tempo stesso il carico fiscale sui singoli cittadini, misure di buon senso che la Francia attende da troppo tempo». Per poi concludere: «Il Governo italiano servirà da salvaguardia contro le decisioni unilaterali prese dai funzionari europei, che non sono eletti e vogliono comunque imporci la nostra condotta».

Intanto ieri anche il «dissidente» Philippot ha detto che il nuovo esecutivo è «una benedizione per tutti coloro che vogliono far scomparire l’Ue, la prigione dei popoli». E ha invitato 5 Stelle e Lega Nord a compiere il grande passo: «Uscire dall’Unione europea, che è una costruzione fragile e artificiale, incompatibile con la democrazia». Ha comunque mandato una frecciata al Front National e alla possibilità di un’alleanza con i Repubblicani e altre formazioni della destra: per Philippot quanto sta succedendo in Italia dimostra che «il patriottismo non è di destra, né di sinistra, ma emana da tutti gli strati della società».