Intesa Sanpaolo, 110 imprese finaliste al premio sulla valorizzazione delle donne

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Coinvolgere il mondo delle imprese in un percorso di empowerment femminile, dando visibilità alle pratiche più virtuose e innovative

Questo il focus dell’incontro di ieri a Roma, nella filiale new concept Intesa Sanpaolo di via del Corso, con 28 delle 110 imprese finaliste del premio «Women Value Company Intesa Sanpaolo». Fortemente voluto e realizzato dal gruppo bancario assieme alla Fondazione Marisa Bellisario, il premio, per il secondo anno consecutivo, è riservato alle piccole e medie imprese che si distinguono nella valorizzazione del lavoro femminile e nella gestione della gender diversity, attuando politiche e strategie volte a garantire pari opportunità e riconoscimenti di carriera. Durante la fase dell’autocandidatura, chiusa lo scorso 9 febbraio, sono state raccolte le storie di 460 imprese, di cui il 40% classificate come «Pmi eccellenti». Sono 110 quelle che hanno superato la selezione, in virtù dei requisiti richiesti dal bando, distribuite in modo omogeneo sul territorio nazionale.

In attesa di conoscere il nome delle due imprese, una piccola e una di medie dimensioni, che saranno proclamate vincitrici il 15 giugno a Roma nel corso della XXX edizione del Premio Marisa Bellisario «Donne ad alta quota», tutte le finaliste saranno coinvolte in tre eventi (dopo Milano e Roma, anche Vicenza il prossimo 4 giugno, nella filiale Intesa Sanpaolo di corso Palladio) organizzati dalla Fondazione Bellisario e da Intesa Sanpaolo, e riceveranno un riconoscimento che attesta la loro peculiare capacità di «seminare i talenti», valorizzando il merito e le capacità femminili.
Per Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, mentor dell’iniziativa, «con la seconda edizione del premio, che suggella la piena sintonia d’intenti e la collaborazione di Intesa Sanpaolo con la Fondazione Marisa Bellisario, vogliamo continuare a diffondere un convincimento molto chiaro: l’eccellenza e il talento non hanno genere. Come datore di lavoro più grande in Italia, investiamo e ci impegniamo da sempre per garantire, all’interno del nostro gruppo, pari valutazione di competenze e compensation, e opportunità di crescita fondate sul merito. Come banca di riferimento del Paese, sosteniamo il lavoro e l’imprenditoria in tutte le sue forme, con l’ambizione di propagare il nostro modello d’impresa, basato prima di tutto sull’attenzione alle persone, su un numero sempre maggiore di aziende, nella consapevolezza che le differenze non rappresentano un problema, ma piuttosto un valore cui dare spazio e su cui costruire la propria identità». E i dati forniti da Stefania Trenti, responsabile ufficio industry della direzione studi e ricerche Intesa Sanpaolo, rafforzano i motivi dell’iniziativa: è importante mettere le donne al centro delle strategie di crescita dell’imprenditoria italiana, considerando l’enorme potenziale ancora inespresso. Il tasso di attività femminile in Italia è tra i più bassi in Europa, 55,9% nel 2017 sul totale delle donne tra i 15 e i 64 anni: solo la Macedonia con il 51,7% e la Turchia con il 37,5% fanno peggio di noi.

Gianfranco Ferroni, Italia oggi