“Undicimila euro ai giovani per ridurre le diseguaglianze”

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La proposta di un think tank inglese finanziata con le tasse apre il dibattito anche in Italia

Una «eredità di cittadinanza» di 11.400 euro pagata a tutti i giovani al compimento dei 25 anni. È questa la rivoluzionaria proposta formulata per la Gran Bretagna dalla Commissione Intergenerazionale della Resolution Foundation, un think tank presieduto da un ex ministro Tory e dai rappresentanti di sindacati e Confindustria britannica, che proprio ieri ha diffuso il suo rapporto conclusivo al termine di due anni di lavoro.

Secondo il rapporto, diffuso ieri dal Guardian , in Gran Bretagna c’è ormai un immenso baratro di diseguaglianza: da una parte la generazione dei baby boomers (i nati tra il 1946 e il 1965), che hanno potuto godere di servizi eccellenti, di un welfare generoso e degli effetti di una lunga fase di crescita economica. Dall’altra, i millennials (i nati tra il 1981 e il 2000), che invece devono fare i conti con gravi difficoltà nella ricerca di un lavoro, se lo trovano hanno salari più bassi, fruiscono di servizi e welfare scadenti e costosi, e avranno pensioni molto più basse dei loro padri e a un’età molto più avanzata.

I giovani britannici tra 25 e 34 anni, dipinti laggiù (ma anche in Italia) come edonisti spendaccioni e «bamboccioni», nel 2001 avevano gli stessi livelli di consumo dei 55-64enni; oggi invece consumano il 15% in meno dei loro padri. Il sogno di possedere una casa per un millennial è il doppio più difficile di quanto lo sia per un baby boomer. L’unica speranza per molti è quella di ereditare dai genitori defunti; peccato che la dipartita si verifichi molto tardi, quando il giovane è diventato quasi anziano anche lui, e l’eredità servirà a poco. Di qui un generale pessimismo dei giovani nei confronti del futuro. E il rischio che «la disuguaglianza tra generazioni – si legge – si combini con le disuguaglianze di reddito all’interno delle generazioni, riducendo la mobilità sociale».

La soluzione, secondo gli studiosi della Resolution Foundation, è quella di concedere una una tantum di 10.000 sterline al compimento dei 25 anni. Soldi che possono essere utilizzati a piacere: per pagarsi una casa, per finanziare lo studio, per far partire un’azienda o da mettere da parte in vista della (lontana) pensione. L’«eredità di cittadinanza» sarebbe finanziata da una modifica sulla tassa sulle successioni ed eredità, che oggi in Gran Bretagna sono colpite da un’aliquota del 40% oltre il milione di sterline.

E in Italia, come stanno le cose? I freddi numeri dicono che la diseguaglianza generazionale nel nostro Paese è ancora più spinta. E dunque forse l’«eredità di cittadinanza» – ideata dal grande economista inglese Tony Atkinson – sarebbe ancora più necessaria. In Italia la disoccupazione giovanile è al 31,7 per cento, contro l’11% di quella generale; trovare un impiego stabile è difficile, e i «lavoretti» (Foodora docet) sono ben poco redditizi. Siamo il paese dei «Neet», con 2,2 milioni di ragazzi che non studiano e non lavorano. Nel 2041 si andrà in pensione a 69 anni, e con un assegno molto più scarso dell’80% per cento dell’ultimo stipendio (a 53 anni) intascato dalle generazioni passate. Una casa ad affitto sociale è un’utopia, acquistare spesso è solo un sogno; quasi mai ci sono asili nido per chi vuole far figli. Siamo un Paese senza mobilità sociale: da noi chi è ricco (e chi è povero) resta tale, visto che secondo Bankitalia i figli del 10% di italiani più abbienti ereditano in media 213.000 euro, mentre quelli del 10% più povero si ritroveranno invece con un debito di circa 418 euro a testa. Politiche attive pubbliche per i giovani? Qualche agevolazione per i prestiti d’onore e per le nuove imprese. E il bonus di 500 euro per i 18enni.

Roberto Giovannini, La Stampa