Calenda: Embraco ritiri i licenziamenti, inaccettabile ogni altra posizione

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I risultati del piano nazionale impresa 4.0: ciò che si è fatto, ciò che resta da fare. E’ il punto che stamattina fa alle ex Ogr di Torino il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, insieme al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e al premier Paolo Gentiloni. Una carrellata di numeri e dati per rivendicare i risultati raggiunti da questo esecutivo a poche settimane dalle elezioni. Presenti il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e tutti i leader sindacali: la segretaria generale Cgil Susanna Camusso, quella della Cisl Annamaria Furlan e il numero uno della Uil Carmelo Barbagallo. In sala anche i rettori del Politecnico di Torino Marco Gilli e dell’università di Torino Gianmaria Ajani e la presidente della Fondazione Its Ict Torino Anna Maria Poggi. Allestimento da grandi occasioni, con diversi megaschermi, un migliaio di persone in sala.
A tenere banco, in attesa dell’apertura dei lavori, non possono che essere due questioni: Embraco e Italo. “E’ inaccettabile una cosa diversa dal ritiro dei licenziamenti. Li ho sentiti in conference call ieri sera – ha chiarito subito Calenda, che oggi incontrerà i vertici di Embraco e i sindacati in prefettura a Torino -. Bisogna dare il tempo di verificare le ipotesi di reindustrializzazione. Vediamo come va avanti”.
Quanto alla scelta degli azionisti di Italo di accettare la proposta del fondo americano Gip, ha commentato: “Avevamo detto che la quotazione in Borsa sarebbe stato un bellissimo coronamento. Hanno deciso diversamente, era un loro diritto, il fondo americano è molto serio”. D’altra parte, ha sottolineato, quelli di Ntv “sono azionisti privati che hanno messo dei soldi facendo un lavoro difficile. Non è sempre facile rompere un monopolio”. La vicenda Italo dimostra che “il Paese è appetibile dal punto di vista degli investimenti”, ha commentato Boccia.

La Stampa