Ora la Gazzetta cambia pelle

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Il direttore Monti spiega il restyling di SportWeek e come si declina la cura Cairo allo sport

Arriva il domenicale Fuorigioco. ET si rinnova e G si ripensa

La Gazzetta dello Sport inizia a costruire il suo sistema editoriale intorno alla testata principale: da sabato prossimo parte infatti il nuovo corso del settimanale SportWeek, ma si tratta solo del primo passo di un percorso che porterà a fine febbraio-inizio marzo alla nascita del dorso domenicale gratuito Fuorigioco, pubblicazione a metà tra magazine familiare e popolare (come anticipato da ItaliaOggi del 29/7/2017).

Sempre nella prima parte del 2018, verrà rivisto anche ET Extra Time, la sezione della Gazzetta dedicata al calcio estero, mentre in un secondo momento passerà al vaglio G, bimestrale del quotidiano sportivo con aspirazioni di supplemento a pagamento, magari a cadenza mensile.

Insomma, al quotidiano sportivo Rcs arriva la cura Cairo per cui il lettore dev’essere spinto ogni giorno ad acquistare il giornale, attratto dai suoi contenuti, dal suo periodico allegato oppure da un dorso speciale. Così peraltro sta succedendo al Corriere della Sera che, ultimo in ordine temporale, ha presentato l’allegato gratuito Buone Notizie. Adesso, però, tocca al quotidiano diretto da Andrea Monti (che con l’editore di Rizzoli Urbano Cairo ha lavorato già 30 anni fa in Mondadori), forte di un’estate con una diffusione carta+digitale in crescita grazie anche al calciomercato (+8,6% e +23,4% il lunedì, secondo i dati Ads ad agosto, e in edicola su del 9,4% e del 26,3% al lunedì).

L’occasione per ripensare SportWeek è il suo 18° compleanno, che cade l’anno prossimo.

In regalo ci sono un formato più grande, nuova grafica, un’inchiesta a numero e soprattutto «un nuovo tono di voce per cui SportWeek non è più il prolungamento della Gazzetta al sabato ma esprime giudizi propri su squadre e sportivi, anche differenti da quelli del quotidiano. Anzi, SportWeek ha una licenza maggiore di uccidere», spiega con ironia Monti. Per la prima volta poi SportWeek si articola, sotto la responsabilità di Matteo Dore, in due parti con la prima sezione riservata all’attualità e all’approfondimento sportivo e la seconda, SportStyle, più lifestyle e maschile con tanto di copertina per raccontare stili di vita e consumi (anche culturali) degli sportivi. «Del resto se un calciatore cita un libro o un’atleta affronta il tema della violenza alle donne, sono tutti argomenti sportivi ma anche di approfondimento dell’attualità. Oggi, poi, lo sport è sempre meno un passatempo e sempre più uno stile di vita tra sportswear, palestre e cibo», sottolinea il direttore che, a proposito di squadre e sportivi, smentisce il tifo interista e precisa che non c’entra nulla se il suo editore possiede e sostiene il Toro. Il motivo? «Ogni direttore della Gazzetta supporta tutti i club (da cui dipendono le vendite della Rosea). E, comunque, Cairo non interviene, ha il massimo rispetto per l’autonomia del giornale, dopo di che io e lui discutiamo di calcio, fuorigiochi compresi, come al Bar Sport».

Dal sabato al domenicale il passaggio si chiama Fuorigioco, nuovo dorso di 36-48 pagine al debutto con il periodo di ripresa pubblicitaria nel 2018, dopo Natale (tra fine febbraio e inizio marzo). Fuorigioco sarà stampato su carta bianca per facilitare la lettura e con un mix di grafica moderna e stilemi anni ’60-’70. A disposizione c’è una redazione di 6-7 persone. «Si posizionerà a metà tra un familiare e un popolare», spiega Monti, «laddove popolare va inteso in senso di pop, trendy, anche col significato leggermente di pazzo visto che compileremo stravaganti classifiche come il ranking dei personaggi più cattivi del calcio. Comunque non parleremo solo di pallone, anche lo sport sarà il fil rouge di Fuorigioco». E perché familiare? Perché se il tennista Roger Federer è l’ospite d’onore al matrimonio di Pippa Middleton vuol dire che lo sport è ormai sinonimo di famiglia, è argomento quotidiano di cui si parla a tavola, senza dimenticare i casi in cui padre e figlio tifano ai derby per squadre differenti, sempre secondo il direttore della Gazzetta che, parlando di diverbi, svela un lato un po’ buddista in redazione arrabbiandosi («capita anche al Dalai Lama») ma mai sbattendo i pugni sul tavolo.

La sezione ET Extra Time sarà rivisto nella prima parte del nuovo anno, non appena andrà a regime il domenicale e «a costo zero», mentre il bimestrale G curato dal vicedirettore vicario Gianni Valenti si rinnoverà mantenendo il profilo alto della pubblicazione e sempre legato a un evento sportivo, ma studiando un futuro con la Gazzetta dello Sport con supplemento di prezzo e a cadenza mensile. L’ultima di una serie di novità per il quotidiano sportivo made in Rcs e diretto da Monti che, alla notizia di un ingresso industriale ed editoriale del gruppo di Corriere dello Sport e TuttoSport guidato da Roberto Amodei (vedere ItaliaOggi del 13/10/2017) nel Giornale milanese della famiglia di Paolo Berlusconi, risponde «alla Josep Guardiola: massimo rispetto per ogni avversario. Ma noi siamo il giornale sportivo più antico e importante, a livello nazionale e internazionale. Si preparino, li aspettiamo».

Marco A. Capisani, Italia Oggi

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