Non tutti possiedono il dono della fede

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(di Cesare Lanza per LaVerità) Scommettiamo che è impossibile conciliare fede e ragione? Ne ho già scritto qualche giorno fa e ho ricevuto un mucchietto dilettere. Profonde o scherzose, anche questo mi conferma che un confronto serio è arduo, a un certo punto gli argomenti si bloccano: chi ha la fede se la tiene, con sicurezze inviolabili; chi non ce l’ha si rassegna, o continua a inseguirla. Ringrazio tutti gli interlocutori e scelgo una lettera meditativa e un’altra garbata, ma ironica. Mi ha scritto Gabriella Carmagnola, autorevole comunicatrice di Ania: «Quanto hai ragione a parlare di muro. Un mio professore, teologo, un kantiano, la persona più dotta che avessi incontrato, leggeva il Testamento in ebraico oltre che in greco. Mi parlava sempre di saltumfidei. Ero stupita che un uomo così razionale potesse credere. Ma sosteneva che la ragione arriva fino a un certo punto. Dopo occorre fare un salto. San Tommaso non provava niente, ci sono le antinomie della ragione, che ha indicato Immanuel Kant. E lì puoi prendere una direzione o un’altra. E siccome sappiamo tutto del silenzio di Dio, allora prega, non smettere di pregare, vedrai che qualcosa succederà. P.s. Il teologo era un episcopo salesiano, don Piero Ottaviano, un grande personaggio che mi manca». Rispondo: vedete? Alla fine ricevo un invito a pregare. Ma, se non sono credente, chi posso pregare? La lettera scherzosa è di Fiammetta Jori, che mi ricorda una battuta di Woody Alien: «Dio esiste? È un idraulico a ferragosto?». Chiedo venia ai credenti, che rispetto profondamente, ma se scomodiamo Alien, la sua battuta più famosa è un’altra: «Mi raccomando a Dio? Sempre, quando l’aereo comincia a ballare…».

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