Rcs, sottoscritto il contratto di finanziamento da 332 milioni con banche

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L’obiettivo è rifinanziare il debito contratto nel 2013. Il finanziamento scade il 31 dicembre 2022

Rcs MediaGroup — la casa editrice del Corriere della Sera — comunica di aver sottoscritto con un gruppo di banche un accordo per un finanziamento da 332 milioni in esecuzione dell’accordo con Intesa Sanpaolo dello scorso 5 luglio. Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo) è organizzatore agente e coordinatore dell’operazione di cui sono finanziatori Intesa Sanpaolo, mentre Bpm, Mediobanca, Ubi e Unicredit agiscono sia in qualità di banche organizzatrici sia di finanziatori. Il finanziamento scade il 31 dicembre 2022 ed è finalizzato a rifinanziare totalmente il precedente debito con le banche contratto il 14 giugno 2013, successivamente modificato, con un ultimo intervento il 16 giugno 2016.

I termini

L’accordo prevede la suddivisione del finanziamento in una linea di credito «term amortising» (a termine, ndr) dell’importo di 232 milioni di euro e una linea di credito revolving per i rimanenti 100 milioni. Il tasso di interesse annuo è pari alla somma dell’Euribor di riferimento e di un margine variabile, a seconda del Leverage Ratio, più favorevole per la società rispetto ai margini previsti dall’attuale finanziamento. È previsto di un unico `covenant´ rappresentato dal Leverage Ratio, ovvero il rapporto tra posizione finanziaria netta e margine operativo lordo. Questo non dovrà essere superiore ad un multiplo di 3,45 al 31 dicembre 2017, di 3,25 al 31 dicembre 2018, e di 3 al 31 dicembre di ciascun anno successivo. È previsto poi un piano di ammortamento per la linea term amortising che prevede il rimborso di 15 milioni al 31 dicembre 2017 e a seguire rate semestrali di 12,5 milioni. Il contratto di finanziamento contiene previsioni relative ad eventi di rimborso anticipato obbligatorio, dichiarazioni, obblighi, eventi di revoca e soglie di materialità «complessivamente più favorevoli per Rcs MediaGroup rispetto al precedente contratto di finanziamento». Tali clausole si applicano ad esempio alle previsioni relative a accordi di tesoreria e finanziamenti e garanzie infragruppo, acquisizioni, joint ventures, investimenti e riorganizzazioni consentiti, assunzione di indebitamento finanziario, atti di disposizione e riduzione del capitale.

Corriere della Sera

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