PERISCOPIO

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Gli ultimi tre parroci di San Lazzaro (Padova): uno ha avuto un figlio, uno rubava, il terzo aveva sei amanti.
Ora, capisco che bisogna far dimenticare i preti pedofili, ma qui si esagera. Antonio Satta. MF.

Georges Prêtre, Claudio Gorlier, Leonardo Benevolo, Tullio De Mauro. Nel 2017 le Parche hanno alzato il tiro. MF.

L’Italia ha il record di 20 mila ultracentenari e ha anche la donna più anziana del mondo che, di anni, ne ha
117. Giorgio Alleva, presidente dell’Istat (Enrico Maro). Corsera.

Antonio Di Pietro parla di «utilizzo abusivo che viene fatto dell’avviso di garanzia per criminalizzare anzitempo chi lo riceve». Adesso mi aspetto una dichiarazione di Silvio Berlusconi sull’importanza della castità. Vincenzo Clementi. Il Foglio.

Da direttore del Corriere d’Informazione dovetti decidere se nominare Walter Tobagi capo della redazione romana. Scelsi invece Guido Vigna. Lui rimase a seguire le Br a Milano e fu ucciso. Cesare Lanza. Alle 5 della sera.

Non sono né stanco, né stufo. Maurizio Costanzo dopo 4.411 puntate del suo Show. La Stampa.

La sanità mi fa paura. Ieri dovevo portare gli esiti delle analisi al mio medico della mutua. Mi sono sbagliato e ho preso le spese del condominio. Lui le ha guardate e ha detto: «Ahi, ahi, ahi: abbiamo il gasolio altino». Antonio Cornacchione, comico.

Quando un’attrice si ostina a non rivelare, per anni, il nome del padre di suo figlio, è proprio perché non lo sa. Antonio Amurri.

C’era un tipo in sala, a Londra. Mi ha detto: «Tu sei italiano? Allora sei un mafioso!». Gli ho risposto: «No, non è giusto pensare che ogni italiano sia un mafioso». Ma lui insisteva, diceva che ero un mafioso. Così l’ho fatto ammazzare. Dante Ceretti.

Alle feste ci sono anche gli inevitabili imbucati, sconosciuti che spengono la cicca nel gelato o nel piatto momentaneamente abbandonato da un ospite che è andato in cerca di pane. Ultimamente una mia amica, tre giorni dopo la festa, molestata da un odore insolito, più puzza che odore, ha trovato una fetta di polpettone tra due libri in
uno scaffale. Camilla Cederna, De gustibus. Mondadori, 1986.

Il linguista Tullio De Mauro capì a fondo gli italiani descrivendoli come «analfabeti funzionali»: persone cioè che sembrano parlare, sembrano leggere, sembrano capire, ma, in effetti, si limitano ad annuire, e a ripetere, a imitare, come i pappagalli, come le scimmie. Indagò a fondo anche il fenomeno dell’analfabetismo di ritorno, forma di regressione degli scolarizzati che, forti degli studi passati, smettono di leggere e di informarsi. Ottavio Cappellani. Libero.

Quando sono arrivato a Milano, l’inglese serviva per andare all’estero, adesso senza inglese non puoi vivere neanche a Milano. John Peter Sloan, autore del più diffuso sistema in Italia per apprendere l’inglese
(Laura Anello). La Stampa.

Nei libri scolastici redatti dalla Pubblica istruzione dell‘Autorità Palestinese e usati nelle scuole palestinesi gestite dell’Onu, sia in Cisgiordania che a Gaza, si legge che Israele non esiste: né entro i confini teorici proposti dall’Onu nel 1947, né entro le linee armistiziali del periodo ’49-67, né entro alcuna altra linea di confine. Tel Aviv, fondata da 60 famiglie ebraiche nel 1909, nei testi palestinesi-Onu per i ragazzi viene spacciata per città araba col nome di Tel al-Rabia. Le stesse scritte in ebraico sui francobolli sono state cancellate. Restano solo quelle in arabo. Per l’Autorità Palestinese, insomma, e non solo per Hamas, Israele è scomparsa. E questo è il meno. È che ancora non sa, Abu Mazen, come dirlo a D’Alema. Andrea Marcenaro. Il Foglio.

Una signora con una berretta di lana seduta a un tavolino di un bar, vicino al McDonald’s in Vaticano, rincara la dose: «Che schifo anche la Chiesa, che si è venduta al McDonald’s per 30 mila euro al mese. Per me questa è una vera eresia». La claque si allarga appena si vede qualche telecamera che si avvicina per un servizio, e un altro negoziante alza la voce in modo che tutti lo sentano: «E avete visto che lì davanti c’è l’esercito a proteggerli? E chi li paga quei soldati? Iooo li pago! Li paghiamo tutti noi, per proteggere il fast food…». Fa scena, ma non è vero. La camionetta dell’esercito è in quel posto da più di un anno, assieme a molte altre che hanno protetto ogni giorno tutte le vie di accesso a piazza San Pietro. Franco Bechis. Libero.

Il poeta inglese Thomas Stearns Eliot fece scandalo quando espresse l’opinione, qualche anno dopo la finee della seconda guerra mondiale,che l’annientamento dei capolavori prodotti da ogni fi bra del vivere collettivo europeo quali Norimberga e Monaco, Dresda e Francoforte possa pesare, un giorno, come un’onta sulla buona fama della nazione inglese. La guerra era sul punto di chiudersi, le sorti erano già suggellate quando i peggiori massacri furono compiuti. Come se si temesse di non avere abbastanza tempo per condurre a termine la cancellazione di
una nazione. Piero Buscaroli, Paesaggio con rovine. Camunia, 1989.

Il sottotenente non fece in tempo a lanciare il convenuto razzo di segnalazione, e neppure un grido: fu investito, con gli altri di testa, da una salva russa così micidiale che li crivellò e li fece piombare a terra addirittura con parti del corpo staccate dalle pallottole. Quelli che li seguivano, cercarono di voltare i cavalli, ma furono immediatamente investiti, a loro volta, dal piombo. Nel giro di qualche decina di secondi, in piedi non rimase che un puledrino, il quale si diede a fuggire verso il basso, dove si vedevano i cavalli della legione tutt’ora in movimento; poi però si arrestò, tornò indietro scartando di continuo fi no alla cavalla madre che giaceva moribonda sulla neve, e si mise ad annusarla, muso contro muso, nitrendo sommessamente. Eugenio Corti, Il cavallo rosso. Edizioni Ares.

Abito in provincia di Rieti. All’età di trentacinque anni andai a vivere con i nonni. Dopo alcuni mesi ho cominciato a vestirmi come il nonno. Oggi sono diventato nonno anch’io. La notizia mi è giunta in questo momento. Per me non cambia niente. Affitto,telefono, gas, luce, acqua, spazzatura, Imu ecc. continuano a pagarli i miei nonni. Un domani ci penserò. Nel caso c’è il Comune. Maurizio Milani, scrittore satirico. Il Foglio.

La differenza fra lo stupido e l’imbecille è che il primo ha delle attenuanti. Roberto Gervaso. Il Messaggero

Paolo Siepi, Italia Oggi

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